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Decine di moto a Roma per dire no alla violenza sulle donne e a quella di genere in previsione della giornata internazionale dedicata a questo tema che cadrà il 25 novembre. La terza edizione del “Motoraduno no alla violenza”, organizzato dall’associazione Vagabondi in moto si terrà due giorni prima, domenica 23, e ha già registrato al momento, l’adesione di un centinaio di centauri quaranta dei quali sono donne. Ma i numeri sono in crescita.
Decine di moto a Roma per dire di no alla violenza sulle donne e a quella di genere, un simbolo sul braccio dei centauri
Tutti i partecipanti indosseranno un nastrino rosso da legare sul braccio per dare maggiore enfasi allo scopo della manifestazione che punta a diffondere i messaggi di rispetto, solidarietà e consapevolezza indispensabili ad arginare un fenomeno in preoccupante crescita anche nel nostro Paese e richiamare l’attenzione su un problema sociale da affrontare senza esitazioni, anche se questa volta a cavalcioni delle due ruote.

Il corteo cui hanno, tra l’altro, aderito l’Associazione Motociclista Sostantivo Femminile e il Gruppo Biker Shark Crew, partirà alla 9.30 da piazza Guglielmo Marconi dove si trova l’obelisco dell’Eur e sarà scortato da un nutrito servizio di staffetta: le vedette dei carabinieri, quelle dell’AMFO (Associazione Motociclisti ex Forze dell’Ordine) e quelle dei CCMotorday (sezione Roma) a chiudere incroci e strade attraversate dai partecipanti per garantire che il loro passaggio avvenga in condizioni di sicurezza.
Le aree di sosta dedicate ai selfie e allo striscione della manifestazione
L’itinerario attraverserà, infatti, il centro storico e sarà inframmezzato da due soste nel corso delle quali le motocicliste e i motociclisti faranno una pausa per dare la possibilità a chi è appassionato di ammirare i mezzi che contribuiranno alla riuscita del motoraduno: moto di grossa cilindrata, ma anche scooter, sidecar, tricicli e quadricicli.

Tutti senza distinzione chiamati a sostenere il serpentone in marcia tra i monumenti della metropoli. Soste durante le quali ci sarà tempo per scattare fotografie e selfie ricordo ma anche di stendere lo striscione con la scritta “Motoraduno no alla violenza” apparso anche nelle edizioni precedenti del motogiro. La prima pausa è in programma alle 10.30 a piazza del Popolo e alle 11.45 sul Belvedere del Gianicolo.
Il percorso completo
Il percorso completo suscettibile di modifiche se, nella stessa giornata del motoraduno dovessero svolgersi cortei nelle zone urbane attraversate dai centauri, prevede che dall’obelisco dell’Eur le moto si immettano su via Cristoforo Colombo puntando verso il centro della capitale dove costeggeranno il Circo Massimo, piazza Venezia, via del Corso, Corso Vittorio Emanuele, piazza Trilussa, via Garibaldi per salire al Belvedere del Gianicolo e quindi scendere a via della Lungara, angolo via Francesco di Sales dove è situata la Casa Internazionale delle donne e la manifestazione terminerà per consentire di intrattenersi al pranzo sociale conclusivo che richiede un’apposita prenotazione.
“Gran parte degli iscritti proviene da Roma e dintorni, ma abbiamo ricevuto una richiesta di iscrizione anche da un centauro argentino che risiede a Umbertide, non ci sorprende del resto quello della lotta alla violenza contro le donne e a quella di genere sia un tema trasversale che tocca la coscienza di molte persone”, precisa uno degli organizzatori che prenderà parte al motogiro in sella alla sua ’Honda Africa Twin 1000.

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