Cartelle pazze Ama: uno dei 100mila avvisi arriva a due ultra 90enni che non possono contestarlo

Cittadini travolti dagli accertamenti Tari sbagliati: Ama sotto accusa per 100mila cartelle pazze. Caos ricorsi con tempi impossibili per ottenere un appuntamento

A Roma si sta profilando una vera e propria emergenza legata agli avvisi Tari inviati da Ama, l’azienda capitolina per i rifiuti. Secondo quanto segnalato da numerosi cittadini, sarebbero circa 100mila le cartelle potenzialmente errate, che riguarderebbero immobili non di proprietà dei destinatari, indirizzi catastali sbagliati o utenze cessate da anni, mentre le famiglie sono alle prese con ricorsi impossibili.

Cittadini travolti dagli accertamenti Tari sbagliati: Ama sotto accusa per 100mila cartelle pazze. Caos ricorsi con tempi impossibili per ottenere un appuntamento

Chi riceve un avviso errato si trova costretto a presentare istanze di autotutela o ricorsi, ma i tempi per ottenere un appuntamento in presenza con Ama risultano insostenibili.

In alcuni casi, i calendari degli sportelli sono pieni fino a gennaio 2026, molto oltre i termini previsti per legge per opporsi agli accertamenti. La situazione rischia di obbligare i cittadini a pagare somme non dovute pur di evitare sanzioni, trasformando un errore amministrativo in un vero e proprio disagio economico.

L’intervento di Fratelli d’Italia

A occuparsi della questione, Federico Rocca, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, e Piergiorgio Benvenuti, responsabile Ambiente e Rifiuti di FdI Roma. Il primo ha presentato in queste ore un’interrogazione a risposta scritta al sindaco per chiarire se l’amministrazione fosse a conoscenza della situazione e quali misure intenda adottare. Tra le proposte: un’indagine interna ad Ama sui dati catastali e anagrafici, oltre al potenziamento dei controlli preventivi e l’attivazione di sportelli dedicati, anche digitali, per agevolare i cittadini in questa fase caotica e assurda.

La gestione contestata di Ama: “Inaccettabili errori così elevati”

Le critiche non si limitano agli errori negli avvisi: secondo Rocca e Benvenuti, è inaccettabile che Ama, partecipata al 100% da Roma Capitale, operi con margini di errore così elevati senza un sistema di assistenza efficiente.

Per FdI, gli avvisi sbagliati rappresentano un segnale della necessità di interventi seri, trasparenti e immediati sulla vicenda, che ha riacceso il dibattito sulla qualità del servizio pubblico di raccolta rifiuti, spesso giudicato insufficiente dai cittadini.

Il caso degli ultra 90enni della Tiburtina

Tra le situazioni più emblematiche c’è quella di una coppia di ultra 90enni della Tiburtina, seguita dal consigliere di Forza Italia del IV municipio Fabrizio Montanini.

Agli anziani, tra cui una donna di 92 anni allettata è arrivata una cartella pazza di Ama di migliaia di euro: un errore legato alla confusione del mittente sulla particella dei dati catastali con l’emissione di una richiesta di pagamento non dovuta, che se non viene bloccata subito, rischia di arrivare all’Agenzia delle Entrate con un aumento smisurato dell’importo.

“La coppia priva di ogni strumento digitale si trova ora in estrema difficoltà nel contestare l’avviso” – ha dichiarato Montanini, che sta fornendo loro indicazioni pratiche su come muoversi con l’amministrazione, evidenziando quanto la lentezza del sistema di assistenza stia diventando una seconda emergenza, accanto agli errori stessi.

L’attesa di soluzioni concrete

La pressione politica e sociale sulla vicenda è alta. Cittadini e istituzioni attendono ora risposte concrete dal Campidoglio e dai vertici Ama, per evitare che decine di migliaia di famiglie rimangano coinvolte in un iter burocratico complesso per errori non imputabili a loro, se non verranno adottate misure tempestive.