Domenica 16 novembre Vallepietra celebra il suo legume più prezioso con la XXII Sagra del Fagiolone, un appuntamento imperdibile per chi ama la cucina autentica e i borghi dell’entroterra laziale.
Torna la storica festa dedicata al legume Slow Food simbolo della Valle dell’Aniene, tra tradizione contadina e cucina tipica del Lazio
A partire dalle ore 12.30, sotto un tendone coperto e riscaldato, si potranno gustare piatti tradizionali che raccontano la storia di questo territorio: sagne e fagioli, fagioloni in umido con salsiccia, fagioloni in bianco e una bevanda inclusa nel menu.
Il Fagiolone di Vallepietra, un tesoro Slow Food
Il Fagiolone di Vallepietra, oggi riconosciuto come Presidio Slow Food, è una varietà di fagiolo rampicante unica nel suo genere, dal seme grande e bianco perlaceo, con buccia sottile e sapore delicato. Cresce in un ambiente incontaminato, tra le acque purissime del Simbrivio e i terrazzamenti calcarei che disegnano il paesaggio di questo piccolo borgo dell’alta Valle dell’Aniene.
La sua storia affonda le radici nel XVI secolo, ai tempi della dominazione spagnola, quando la popolazione contadina iniziò a coltivarlo insieme al mais agostinella, per poi trasformarlo in farina nel piccolo mulino ad acqua del paese.
Un borgo sospeso nel tempo

A circa 800 metri d’altitudine, Vallepietra si trova nel cuore del Parco dei Monti Simbruini, circondato da boschi, sorgenti e silenzio. Le sue origini risalgono probabilmente al VI secolo, quando contadini in fuga dall’invasione dei Goti si rifugiarono tra queste montagne.
La valle, chiusa e protetta, ha conservato nei secoli un microclima ideale per le coltivazioni tradizionali e un patrimonio agricolo di rara autenticità. Il piccolo borgo è famoso anche per il Santuario della Santissima Trinità, unico in Italia, scavato nella roccia, e meta di gruppi di fedeli che arrivano a piedi in lunghi pellegrinaggi.
Coltivazione e tradizione contadina
Il Fagiolone viene seminato ad aprile e cresce senza l’uso di diserbanti o concimi chimici, nel pieno rispetto della natura. La raccolta inizia a settembre, con un metodo ancora oggi tramandato di generazione in generazione: i primi fiori danno origine alla semente per l’anno successivo, mentre il resto del raccolto viene destinato al consumo e alla vendita.
Per conservarlo, i fagioloni vengono essiccati, profumati con foglie di alloro e riposti in sacchi di iuta nelle cantine fresche del borgo. In tavola si servono in bianco con olio extravergine e cipolla, oppure con sugo di salsiccia e cotenna di maiale, perfetti anche per zuppe e insalate rustiche.
Il futuro del Fagiolone

Oggi, dopo decenni di abbandono dei campi e spopolamento del borgo, un piccolo consorzio di agricoltori ha deciso di far rinascere la valle e i suoi prodotti. Grazie al Presidio Slow Food e al sostegno della Regione Lazio, Arsial, Comune di Vallepietra, Parco Regionale dei Monti Simbruini e Provincia di Roma, il Fagiolone è tornato protagonista dell’economia locale e simbolo di rinascita rurale.


















