Antico volume trafugato al Vaticano: la caccia nel “girone” del collezionismo, lo ritrova dopo 40 anni

Il volume sottratto illegalmente da un ladro provetto capace di far sparire l'opera voluminosa con al centro l'inequivocabile stemma papale

Nella foto il prezioso Archivio Vaticano

Sembra la trama di un libro di Dan Brown la vicenda del prezioso volume trafugato in Vaticano, e che è stato ritrovato dai Carabinieri dopo una caccia durata oltre 40 anni. Il furto avvenuto prima degli anni ’80, aveva sottratto all’Archivio Apostolico un’opera manoscritta del XIX secolo. Un bene unico, che per decenni era letteralmente scomparso, infilato nel “girone” del collezionismo privato.

Il volume sottratto illegalmente da un ladro provetto capace di far sparire l’opera voluminosa con al centro l’inequivocabile stemma papale

Il prezioso bene archivistico, appartenente all’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici, era stato sottratto illegalmente forse su commissione, prima degli anni ’80 da parte di un ladro provetto che era stato capace di passare inosservato ai controlli un libro, di ben 48 pagine, con al centro delle copertine l’appariscente e inequivocabile stemma papale di Gregorio XVI insieme alla segnatura dorata che ha consentito agli investigatori esperti, di identificarlo e  condurli fino al luogo del ritrovamento.

Il trafugamento non era stato mai formalmente denunciato all’epoca, e per questo era rientrato tra le “cause perse” sul fronte della perdita di beni documentali di difficile tracciabilità subite nel corso del tempo da diversi archivi storici, e la sua individuazione rappresenta un importante risultato di tutela e ricostruzione della memoria documentaria del Vaticano.

Un’opera di immenso valore storico

Il volume, pur non essendo un manoscritto miniato, riveste un alto valore culturale e istituzionale. Raccoglie infatti le norme da osservare a cura del Sommo Pontefice nella concessione dei titoli e delle diaconie ai nuovi cardinali, costituendo così una testimonianza diretta delle procedure liturgiche e cerimoniali della Curia dell’Ottocento.

L’opera è considerata un documento unico per la sua funzione normativa, oltreché per  la qualità della rilegatura pontificia e per il suo legame con la figura di Papa Gregorio XVI.
La sua presenza all’interno dell’Archivio dei Cerimonieri Pontifici, oggi parte integrante dell’Archivio Apostolico Vaticano, ne attestava il ruolo di strumento di consultazione e di memoria della prassi pontificia.

Il ritrovamento e le indagini dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Dopo decenni, l’indagine ha ripreso il via nel mese di maggio di quest’anno, quando un antiquario romano ha richiesto all’Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Roma un attestato di libera circolazione per un volume di argomento pontificio.

E’ stato allora che gli esperti della Soprintendenza, insospettiti da alcuni simboli e dalle caratteristiche del libro, hanno contattato l’Archivio Apostolico Vaticano che ne ha riconosciuto l’appartenenza certa.

La caccia al volume arriva nella libreria di un appartamento

Così sono scattata le successive verifiche del Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, coordinate dalla Procura di Roma, che hanno permesso di risalire al possessore, che ha dichiarato di averlo ereditato dal padre, collezionista di libri antichi. Una versione indimostrabile ma che con la piena collaborazione dell’uomo ha fatto si che l’opera venisse riconsegnata spontaneamente ai Carabinieri, consentendo la restituzione formale allo Stato Città del Vaticano.

La restituzione

La restituzione ufficiale è avvenuto nella mattinata odierna, martedì 11 novembre all’interno della Sala della Meridiana della “Torre dei Venti” in Vaticano, dove il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha riconsegnato personalmente il volume all’Archivio Apostolico Vaticano alla presenza dell’Arcivescovo Diego Giovanni Ravelli, il Prefetto Padre Rocco Ronzani e autorità civili e religiose.