Una serata che doveva concludersi in tranquillità si è trasformata in un incubo per una giovane donna 30enne che la scorsa notte è stata vittima di una rapina armata mentre camminava sul Lungotevere, nei pressi di Ponte Sisto.
Sotto la minaccia di un coltello, la donna è stata costretta a consegnare al rapinatore la scatola con i ricordi del padre defunto
L’episodio di violenza ha scosso la zona del Lungotevere tra il lato del centro storico (rione Regola) e il Lungotevere Raffaello Sanzio, dove intorno a mezzanotte, la donna 30enne di Monteverde è stata sorpresa dall’agguato di un uomo armato di coltello.
Un rapinatore descritto dalla vittima come un uomo di mezza età, che secondo la testimonianza shock della donna, l’avrebbe dapprima colpita alle spalle, per poi spintonarla e minacciarla per costringerla a consegnare un contenitore che teneva in mano: una scatola di lacca di poco valore economico ma immenso valore affettivo.
Una volta riuscito nell’intento, il soggetto si è dato alla fuga a piedi e lungo il fiume, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.
Il bottino della rapina
La scatola sottratta alla vittima, secondo la ricostruzione del Messaggero, altro non era che il contenitore dei negativi fotografici appartenuti al padre della donna, un appassionato di fotografia scomparso diversi anni fa, e che aveva realizzato un vecchio reportage di una struttura per anziani della periferia romana.
Scatti mai pubblicati che per la vittima, erano soprattutto un ricordo paterno. La rapina denunciata però, ha degli aspetti apparsi subito strani agli inquirenti che stanno cercando di approfondire gli aspetti legati al movente e alla possibilità che il furto possa essere collegato proprio a quei negativi
L’appello per ritrovare i ricordi paterni
Intanto la vittima ha lanciato un appello affinché chiunque trovi il contenitore sottratto lo segnali alle autorità. Si tratta di una scatola di latta di colore rosso, e a meno che non sia stata svuotata per eliminare della prove del passato, all’interno potrebbe ancora custodire i preziosi negativi del reportage paterno al centro anziani.


















