Fermo pesca nel Tirreno, la Regione Lazio: “Decisione illogica, sosterremo i pescatori”

Pescatori in difficoltà per il nuovo stop alla pesca nel Tirreno: la Regione Lazio annuncia indennizzi e risorse straordinarie per sostenere il settore

Il porto di Fiumicino

Il fermo biologico della pesca nel Tirreno si allunga e scoppia la protesta tra i pescatori del Lazio. La proroga decisa a fine ottobre dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, in linea con le indicazioni della Commissione Europea, ha infatti imposto un’ulteriore interruzione dell’attività per le imbarcazioni dotate di reti a strascico e attrezzi simili, fino al 30 novembre 2025.

Pescatori in difficoltà per il nuovo stop alla pesca nel Tirreno: la Regione Lazio annuncia indennizzi e risorse straordinarie per sostenere il settore

Una misura che – secondo molti operatori del settore – arriva tardi e senza una reale valutazione degli effetti economici sulle imprese e sulle comunità costiere. E proprio su questo punto interviene l’assessore regionale all’Agricoltura, alla Pesca e al Bilancio, Giancarlo Righini, che promette il massimo impegno della Regione per limitare i danni.

La Regione Lazio – spiega Righini – è pienamente consapevole delle difficoltà che il comparto sta affrontando a causa di una decisione dannosa, tardiva e illogica della Commissione Europea, che rischia di compromettere la tenuta economica di molte imprese del nostro territorio.

Per questo garantiremo nella prossima Legge di Stabilità regionale risorse adeguate per mitigare gli effetti di questo provvedimento e sostenere concretamente i pescatori e le aziende della filiera”.

L’assessore ricorda inoltre che la Regione sta già lavorando a misure di indennizzo rapide e proporzionate ai danni subiti, per assicurare continuità economica alle marinerie.

Il nostro obiettivo – aggiunge – è tutelare un comparto che rappresenta una componente vitale dell’economia costiera regionale. Chiediamo all’Unione Europea di rivedere un approccio burocratico che, ancora una volta, dimostra scarsa conoscenza delle reali esigenze del settore ittico e delle comunità che da esso dipendono”.

Il nuovo fermo biologico: cosa prevede il provvedimento

Con un atto pubblicato il 29 ottobre 2025, il Ministero dell’Agricoltura ha disposto un nuovo periodo di fermo pesca obbligatorio, in vigore dal 31 ottobre al 30 novembre 2025, per le imbarcazioni autorizzate all’uso di reti a strascico e altri attrezzi similari.

Le aree interessate sono quelle comprese nelle GSA 8, 9, 10 e 11 (Fishing Effort Management Area), che includono anche gran parte del Tirreno centrale e meridionale.

La decisione nasce – si legge nel provvedimento – dall’esigenza di ridurre del 20% le catture di riproduttori di nasello, obiettivo indicato anche in un documento tecnico-scientifico dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) datato 24 ottobre 2025.

Tuttavia, le imprese del settore denunciano che la misura, arrivata a stagione ormai avanzata, rischia di compromettere la sostenibilità economica di numerose marinerie, già messe a dura prova dai costi e dalle precedenti sospensioni.