Il Parco di Veio riapre le sue ‘porte’: al via le giornate di visite gratuite nell’antica città etrusca

Il Parco Archeologico di Veio, cuore dell’Etruria meridionale, torna a raccontare la sua storia millenaria con quattro aperture speciali e ingresso libero

Nella foto un particolare del sito archeologico

Il Parco Archeologico di Veio, cuore dell’Etruria meridionale, torna a raccontare la sua storia millenaria con aperture speciali e gratuite. Un’occasione unica per riscoprire un sito di straordinaria importanza archeologica, dove arte, ingegneria e spiritualità si fondono tra natura e mito.

Il Parco Archeologico di Veio, cuore dell’Etruria meridionale, torna a raccontare la sua storia millenaria con quattro aperture speciali e ingresso libero

Il sito riapre i suoi cancelli per ben quattro giornate nei giorni 2 e 16 novembre e 7 e 21 dicembre 2025, dalle ore 10,00 alle 16,00, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di esplorare uno dei siti più affascinanti del Lazio.

Il sito archeologico

Situato nei pressi del borgo di Isola Farnese, su un altopiano triangolare incorniciato dal fosso della Mola e dal Cremèra, affluente del Tevere, il sito custodisce i resti della potente città etrusca che, nel VII secolo a.C., contendeva a Roma il dominio sul territorio.

La città era già abitata dall’età del Bronzo, e crebbe grazie al controllo dei commerci fluviali e delle saline lungo il Tevere, trasformandosi da villaggio di capanne a città fortificata con mura in tufo e un imponente sistema difensivo. La sua caduta nel 396 a.C. per mano del generale romano Marco Furio Camillo, segnò una svolta decisiva nella storia dell’espansione di Roma.

Il santuario di Portonaccio: capolavoro dell’arte etrusca

Tra i tesori di Veio da non perdere, spicca il Santuario di Portonaccio, uno dei complessi religiosi più importanti del mondo etrusco. Situato al di fuori delle mura, il santuario è celebre per la statua in terracotta dell’Apollo di Veio, capolavoro tardo-arcaico oggi conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

L’intero complesso, racchiuso da un temenos (recinto sacro), comprendeva un tempio tuscanico decorato con statue policrome e antefisse raffiguranti divinità e mostri mitologici, oltre a una piscina rituale e una grande piazza per le offerte votive.
La ricchezza della decorazione testimonia la straordinaria abilità degli artigiani etruschi, tra cui il celebre Vulca di Veio, lo stesso artista che decorò il tempio di Giove Capitolino a Roma.

Dalle necropoli al Ponte Sodo: un territorio di meraviglie

Attorno alla città si estendono numerose necropoli con tombe a tumulo e a camera, che hanno restituito preziosi corredi funerari. Tra le più note figurano la Tomba delle Anatre, la più antica tomba etrusca con pitture parietali, e la Tomba Campana, decorata con motivi vegetali e figure di cavalieri.

Un’altra testimonianza straordinaria dell’ingegno etrusco è il Ponte Sodo, una galleria lunga circa 70 metri scavata nella roccia per regolare il corso del fiume Cremèra. Un’opera idraulica di rara bellezza, che unisce funzionalità e armonia con l’ambiente naturale.

Un patrimonio da vivere e proteggere

Oggi Veio rappresenta una delle mete più suggestive per chi ama la storia, l’archeologia e la natura. Le aperture gratuite del Parco offrono la possibilità di immergersi in un paesaggio intatto, dove l’eco del passato dialoga con il silenzio della campagna romana, ma anche di comprendere come questo luogo sia stato una cerniera culturale tra l’Etruria e la nascente Roma, un ponte tra due mondi destinati a fondersi nella storia. Il Parco Archeologico di Veio è raggiungibile da Via Riserva Campetti.