Papa Leone XIV a Ostia in visita alla Goletta della Pace: “Perdonare il nemico è la prima cosa” (VIDEO)

Papa Leone XIV a Ostia per la prima volta in visita ai lidensi e ai giovani che fanno parte di un'iniziativa basata sul dialogo e la comprensione tra i popoli

Papa Leone XIV a Ostia in visita alla Goletta della Pace, un tre alberi ormeggiato al Porto Turistico da due giorni per l’ultima tappa di un lungo itinerario che ha toccato oltre 20 porti affacciati sulle tre sponde del Mediterraneo.

Papa Leone XIV a Ostia per la prima volta in visita ai lidensi e ai giovani che fanno parte di un’iniziativa basata sul dialogo e la comprensione tra i popoli

Come da noi annunciato in anteprima la visita del Santo Padre si è svolta questo pomeriggio, venerdì 17 ottobre, a partire dalle ore 16.30 con il suo arrivo sul Lido di Roma.

Lavorare per la pace esige una certa maturità e altruismo -ha detto il pontefice- per comprendere i bisogni dell’altro e poi collaborare nel trovare una soluzione che permetta a tutti di prosperare“.

Un vibrante appello alla maturità, all’altruismo e al perdono come pilastri fondamentali della costruzione della pace.

È questo il messaggio centrale lanciato da Francis Prevost incontrando i giovani della nave-scuola costruita nei cantieri navali danesi nel 1944 e ribattezzata ‘Bel Espoir’ per la missione irenica “Med 25” voluta dalla diocesi di Marsiglia e ormeggiata nella Marina di Ostia, in prossimità della chiusura della sua missione nella città portuale francese da dove era salpata nello scorso mese di marzo.

Il Papa ha rivolto le sue parole in un contesto simbolico: l’imbarcazione ha accolto a bordo circa 200 giovani provenienti da diverse nazioni, culture e religioni. Una vera e propria scuola galleggiante di convivenza e dialogo interculturale.

L’altruismo per la prosperità comune

Nel suo discorso, Leone XIV con la mente rivolta a quanto accaduto in Palestina negli ultimi due anni e ai combattimenti ancora in corso tra Russia e Ucraina, ha indicato le precondizioni per un lavoro autentico in favore della pace.

Lavorare per la pace esige una certa maturità e altruismo per comprendere i bisogni dell’altro,” ha sottolineato, aggiungendo che è fondamentale “collaborare nel trovare una soluzione che permetta a tutti di prosperare”.

L’attenzione non deve dunque limitarsi al proprio interesse, ma espandersi in una visione che includa il benessere collettivo.

Un concetto ripreso e approfondito nel saluto di Leone, che ha messo in luce la centralità della dimensione spirituale e relazionale: “Gesù ci insegna che il perdono è essenziale per realizzare la pace“.

Secondo Francis Prevost bisogna superare pregiudizi, rancori o amarezze e accettando il perdono per i propri errori si può ricevere “il dono della pace” e, “successivamente, condividerlo con gli altri. Il perdono diventa così un atto propedeutico, un passo necessario per l’edificazione di rapporti sereni“.

La nave come laboratorio di connessione

La missione della “Med 25” è stata un laboratorio concreto di queste dinamiche. Ogni mese, come ha ricordato il Papa, l’imbarcazione ha ospitato “un gruppo unico di giovani” di varia provenienza. L’obiettivo: offrire loro l’opportunità di “connettersi tra loro, discutere vari argomenti e persino partecipare a compiti di gruppo“.

Questa esperienza, pur non esente da difficoltà, offre una “meravigliosa visione delle gioie e delle difficoltà di costruire relazioni con persone di diversa provenienza, e quindi lavorare insieme verso un obiettivo condiviso“.

Le sfide e i “momenti di disagio” incontrati a bordo non sono visti come ostacoli, ma come opportunità di crescita: “è proprio in quei momenti che siamo in grado di crescere e maturare nella comprensione di noi stessi e anche dell’altra persona,” ha ribadito Leone.

Al momento dei saluti finali, Prevost ha esortato i giovani dell’equipaggio a fare tesoro di quanto appreso: “Mentre ritornate alle vostre case, per favore ricordate le lezioni apprese e usatele per promuovere il dialogo, una visione di un obiettivo comune condiviso e le gioie che derivano dall’incontrare persone differenti“.

I doni al Papa del direttore del Porto Turistico di Roma Alessandro Mei

Nel corso della cerimonia il direttore del Porto Turistico di Roma, Alessandro Mei, ha donato al pontefice per conto della gestione della stessa Marina, un libro fotografico sulla storia del Porto di Pino Rampulla e una medaglia in terracotta emessa in occasione dell’inaugurazione dell’infrastruttura nel 2001.

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Il momento in cui il direttore del Porto Turistico di Roma, Alessandro Mei, consegna a nome di tutta la società di gestione, i doni offerti a Papa Leone XIV

Una visita a sorpresa e i precedenti di Papa Bergoglio

Quella di Papa Leone XIV è stata, praticamente, una visita a sorpresa, sebbene con un minimo margine di preavviso, così come lo era stata quella effettuata il 31 luglio dell’anno scorso da Papa Bergoglio.

Francesco, pur essendo già ufficialmente in ferie, aveva accolto l’invito delle autorità religiose e dei gestori dell’area ludica di piazza della Stazione Vecchia, dove si trovano giostre e attrazioni, a benedire una statua della Beata Vergine Maria che è stata posta all’interno della struttura due anni fa.

Papa Francesco, scomparso il 21 aprile 2025, era arrivato a Ostia a bordo della sua Cinquecento intorno alle ore 16.00 ed era stato quindi aiutato dagli accompagnatori vaticani a scendere dalla vettura per accomodarsi sulla carrozzina che utilizza per spostarsi più agevolmente.

Il Lido è stato da sempre nei pensieri di Francesco che il 3 maggio del 2015 venne anche in quell’occasione per un incontro non preannunciato sul Lido di Roma per incontrare  Suor Genevieve Jeanningros, delle Piccole sorelle di Gesù.

Una comunità religiosa particolarmente legata all’Argentina, terra natìa di Francesco, tanto che il Luna Park Lido era stato teatro, nel maggio del 2021, di un altro sopralluogo blindato.

In quella circostanza a incontrare la suora fu la first lady argentina Fabiola Yañez.

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