È cominciato oggi il terzo processo penale a carico di un’agenzia di viaggi di via A.P. Caselli e del suo titolare, accusato di oltre 50 truffe e appropriazioni indebite per un ammontare complessivo di circa mezzo milione di euro. I fatti risalgono al periodo febbraio-agosto 2022, quando l’uomo, aveva elaborato tutto un suo sistema di vendita con soldi anticipati, anche in cambio di voucher viaggio dal valore apparentemente vantaggioso.
Vittime lasciate a terra e i loro risparmi bruciati: la maxi truffa dell’agenzia di Ostia arriva al terzo procedimento penale per l’imputato, mai visto in aula
In tanti erano caduti nel tranello, versando migliaia di euro nella piena fiducia delle pratiche di viaggio, così come nella promessa di viaggi iper scontati con questi presunti buoni, nella convinzione di poterli utilizzare per viaggi futuri di valore superiore.
Con il passare dei mesi, però, le prenotazioni non arrivavano e il titolare cercava di prendere tempo adducendo mille scuse, tra cui la mancata disponibilità delle strutture per le mete scelte, spingendo i clienti a rimandare le partenze.
Il 23 agosto del 2022, la situazione è esplosa: davanti all’agenzia si è formata una fila di clienti infuriati dopo aver scoperto che i soldi versati non erano mai stati utilizzati per prenotare alcun viaggio. L’intervento della polizia ha evitato il linciaggio dell’uomo, che nel frattempo era sparito anche dai social.
Voucher falsi, viaggi inesistenti e risparmi svaniti
Secondo le ricostruzioni, il titolare avrebbe utilizzato le somme incassate – circa mezzo milione di euro secondo le stime – per coprire debiti accumulati durante la pandemia.
Tra le testimonianze note, quella di una coppia di sposi che quando ha capito di essere stata raggirata per oltre 30mila euro di regali di famiglia destinati al viaggio di nozze, si è presentata al termine del rito nuziale con ancora addosso gli abiti della cerimonia; mentre due gruppi organizzati avevano versato complessivamente oltre 100 mila euro, per vacanze mai realizzate.
Molti clienti hanno ricevuto perfino false conferme di prenotazione e i famosi voucher contraffatti, alcuni dei quali promettevano premi fino al triplo dell’importo versato, inducendo altre persone a cadere nella trappola.
“Solo i miei assistiti hanno subito un danno di 150mila euro, ma crediamo che la somma complessiva sia intorno al mezzo milione” – ha dichiarato l’avvocato Guido Pascucci, difensore di oltre trenta vittime.
Processi in corso e prospettive per le vittime
Circa 200-300 persone sono rimaste coinvolte nella truffa. Molti non hanno denunciato per importi considerati modesti, mentre oltre 100 hanno scelto la via legale, con 80-90 vittime già arrivate a processo.
I procedimenti sono stati suddivisi in tre tronconi: il primo, avviato a fine 2024, dovrebbe giungere a sentenza entro Natale 2025; il secondo, partito prima dell’estate, potrebbe chiudersi entro un anno; il terzo è stato aperto proprio oggi, con un gruppo di 20 vittime.
L’imputato, che avrebbe cambiato almeno quattro avvocati e non si è mai presentato in aula così come alcuni dei suoi legali di fiducia, era inizialmente fuggito nella provincia di Latina, dove è stato rintracciato anche grazie a persone del settore legale e delle forze dell’ordine, cadute a loro volta vittime della truffa.
“La capacità delinquenziale dell’imputato, presente e futura, si è realizzata non solo nell’indurre in errore un enorme bacino di utenza con danni per centinaia di migliaia di euro, ma nell’impedire loro di ottenere futuri risarcimenti o ristori a causa delle mancanze di ricevute e dei voucher finti da lui stesso confezionati” – ha sottolineato l’avvocato Guido Pascucci, che assiste gratuitamente i truffati.
Risarcimenti possibili e prossime tappe giudiziarie
Il primo processo è ormai vicino alla conclusione e, qualora l’imputato non fosse in grado di risarcire le vittime, queste potrebbero comunque ottenere un parziale ristoro tramite le assicurazioni dei villaggi turistici o accedendo al Fondo Vittime del Ministero.
Il calendario ora, prevede almeno tre udienze tra ottobre e novembre 2025, e si prevede che almeno due procedimenti si chiuderanno entro la fine dell’anno in corso.
Nonostante la lentezza delle indagini, la giustizia romana sta accelerando i tempi con udienze ravvicinate per garantire risposte concrete a chi ha perso tutto in questa vicenda, che ha coinvolto non solo cittadini di Ostia e Roma ma anche dell’Abruzzo e della Toscana, e resta uno dei più gravi casi di truffa nel settore turistico degli ultimi anni di Italia.


















