Stratto rinviato questa mattina per l’Antico Caffè Greco in via dei Condotti, dove l’ufficiale giudiziario, era atteso per eseguire il procedimento. C’è stata invece una parziale svolta per il celebre locale, per cui è stato stabilito un nuovo rinvio, fissando la prossima tappa dopo il 26 novembre, data dell’udienza già programmata in tribunale.
Il titolare del Caffè Greco: “Pronti a offrire 800mila euro l’anno per mantenere viva questa attività”
La sospensione però, non risolve certo la questione, ma rimanda l’ennesimo capitolo di una disputa che da anni mette in bilico la sopravvivenza di questo elegante caffè.
Una battaglia che dura da anni
Il nodo della vicenda è il contratto di locazione, scaduto nel 2017. Da allora si è aperta una lunga battaglia legale tra i gestori e il proprietario dell’immobile, l’Ospedale Israelitico.
Lo scontro è arrivato fino in Cassazione, che nel luglio 2024 ha riconosciuto il diritto della proprietà a rientrare in possesso del locale, imponendo però il vincolo di non snaturarne l’identità storica. Una clausola che certifica il valore culturale del Caffè Greco, ma che non ha risolto l’incertezza sul suo futuro gestionale.
Le voci dei lavoratori in difesa del Caffè Greco
Davanti alle serrande abbassate hanno parlato ancora oggi, soprattutto i dipendenti. Nicola, uno dei lavoratori a tempo indeterminato.
Nelle sue parole tutta l’amarezza e il timore per il posto di lavoro ma anche la convinzione che il Caffè Greco, dopo 265 anni di storia, continuerà a essere parte integrante del cuore di Roma: “Per noi è una perdita enorme, sul piano culturale e lavorativo. Siamo ottimisti, ma è assurdo che un’azienda italiana sana, con 30 dipendenti, venga ridotta in questo stato”.
L’ottimismo del gestore e l’ipotesi estrema
Il titolare Carlo Pellegrini, che guida il locale insieme alla moglie Flavia, è quello che sembra mantenere un atteggiamento fiducioso:
“A dicembre 2024 è stato emanato un decreto che tutela le attività commerciali storiche – ricorda – e per la prima volta è stato riconosciuto che un esercizio può avere lo stesso valore culturale di un’opera d’arte”.
Pellegrini insomma, annuncia che la battaglia legale andrà avanti, fino a spingersi a chiedere un esproprio delle mura: “Siamo pronti a offrire 800mila euro l’anno per mantenere viva questa attività, anche a costo di correre un rischio enorme”.
Una storia ancora aperta
Il destino dell’Antico Caffè Greco resta appeso alle decisioni dei tribunali e alle prossime mosse istituzionali. Nel frattempo, il locale simbolo di incontri tra artisti, scrittori e intellettuali, rimane chiuso, svuotato e sospeso tra passato e futuro. Una vicenda che intreccia memoria culturale, diritto di impresa e valore identitario di un luogo che per secoli ha raccontato Roma.


















