Macabro ritrovamento in un immobile diroccato del Comune a Ostia: clochard morto tra i rifiuti

Macabro ritrovamento in una zona della pineta dove è stato rinvenuto un clochard morto all’interno di un ricovero di fortuna

X Distretto Lido di Polizia

Un macabro ritrovamento è avvenuto intorno alle 2.00 di questa notte, sabato 20 settembre a Ostia all’interno di un edificio diroccato di proprietà del Comune di Roma Capitale dove giaceva il corpo di un clochard morto tra i rifiuti di un ricovero di fortuna.

Macabro ritrovamento in una zona della pineta dove è stato rinvenuto un clochard morto all’interno di un ricovero di fortuna

Il cadavere appartiene al 70enne Aurel Cicur, un senza dimora che giaceva nell’immondizia tra escrementi e bombole di gas utilizzate probabilmente per cucinare, in una struttura fatiscente situata in una pineta all’angolo con via Oletta.

Cicur era affetto da disabilità ma era privo di assistenza da parte dei servizi sociali e viveva grazie agli aiuti fornitigli dai volontari della Croce rossa, dei residenti e del direttore di un supermercato che si trovava nei pressi  e che, al pari di altri esercizi commerciali, gli offriva di che cibarsi.

Sul posto si è recata una pattuglia della polizia di Stato del X Distretto Lido, gli agenti della polizia locale di Roma Capitale e gli addetti ai servizi Ama che hanno provveduto a ripulire l’area dopo che il corpo è stato rimosso per ordine del magistrato cui spetterà la decisione di sottoporlo a un esame autoptico.

Il decesso deve essere avvenuto da qualche giorno poiché, secondo alcune testimonianze l’odore di decomposizione era molto forte e pungente.

E adesso alcuni residenti sollecitano le forze dell’ordine ad approfondire la dinamica di quanto accaduto anche in relazione all’attività delle associazioni di volontariato presenti sul posto che percepirebbero contributi in cambio di interventi con i quali viene assicurata la pulizia dell’area e in particolar modo le zone verdi all’interno delle quali si è consumato quest’ulteriore storia di abbandono e di solitudine sociale in cui versano, purtroppo, molti vagabondi anche sul litorale romano.