Un blitz della Direzione Investigativa Antimafia ha portato al sequestro di beni per un valore stimato di 4 milioni di euro. Ha colpito un imprenditore di Pomezia, cittadina alle porte di Roma, già detenuto.
Sequestrato un patrimonio milionario a imprenditore di Pomezia: la DIA smantella rete di riciclaggio legata a clan mafiosi campani e locali
L’uomo, attivo nel commercio di auto di lusso sul litorale laziale, è finito al centro di un’indagine che lo vede come figura apicale in un sistema di riciclaggio di denaro sporco per conto di varie consorterie criminali, incluse quelle campane e locali.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma, si basa sulla sproporzione tra i beni accumulati e i redditi dichiarati dall’imprenditore, già noto alle forze dell’ordine per reati come estorsione, usura aggravata dal metodo mafioso e associazione a delinquere.
L’uomo era stato arrestato lo scorso luglio nell’ambito di una vasta operazione antimafia.
Le indagini hanno svelato che l’imprenditore non solo gestiva un traffico illecito, ma fungeva anche da vero e proprio ponte tra diversi gruppi criminali, permettendo loro di “pulire” ingenti somme di denaro.
Vasto patrimonio immobiliare e aziendale
Questo avveniva attraverso l’uso di società fittizie e false fatturazioni, con aziende che, sebbene intestate a prestanome, erano sotto il suo totale controllo.
Il maxi sequestro ha interessato un vasto patrimonio immobiliare e aziendale:
- quattro società operative tra Roma e la sua provincia;
- undici immobili, tra cui due ville a Pomezia e un appartamento in provincia di Grosseto;
- numerosi altri beni, come autorimesse, uffici, terreni e diverse autovetture di lusso.

















