Oltre 46 milioni di euro dalla Regione Lazio per nuovi interventi di difesa delle spiagge di Anzio, Ostia e Fiumicino. Questo l’impatto degli stanziamenti finanziari che accompagnano gli obbiettivi strategici del “Piano per la difesa integrata della costa del Lazio”, redatto dall’Assessorato alla Tutela del Territorio, al Demanio e al Patrimonio della Regione Lazio, e a cui andranno, complessivamente, circa 90 milioni di euro.
Difesa e ricostruzione delle spiagge comprese tra il litorale a nord di Roma e Anzio in cima alla lista del Piano regionale
Tra le province è Roma quella che ha perso più spiagge, con un -14,7%. Va meglio in provincia di Viterbo con un -9,2% e di Latina che registra un -7,5%.
Su scala comunale, quello che ha perso maggiore superficie sabbiosa per valore assoluto è Roma (con una riduzione di -30,93 ettari) in cui è Ostia a farla da padrone, seguita da Fiumicino (-10,61 ettari) e Ardea (-7,44 ettari), poi Montalto di Castro (-6,99 ettari) e Latina (-6,36 ettari).
Proteggere la bellezza delle coste laziali e dei suoi beni storici e paesaggistici dagli effetti dell’erosione e dei cambiamenti climatici attraverso una programmazione integrata di opere di difesa a medio-lungo termine.
Gli obbiettivi del Piano regionale
Il Piano è frutto di una visione che mira a integrare tre elementi:
- l’analisi scientifica dei fenomeni;
- la programmazione degli interventi di mitigazione su Unità Fisiografiche (UF)* e non, su singoli tratti di litorale;
- il monitoraggio e la manutenzione dei lavori avviati.
Nel Piano per le coste laziali rientra la delibera approvata oggi dalla Giunta regionale – su proposta del presidente Francesco Rocca, di concerto con la vicepresidente Roberta Angelilli e l’assessore Fabrizio Ghera – finanziata con nuovi 46,2 milioni di euro, nell’ambito della programmazione FESR 2021-2027, che rappresenta, quindi, un tassello importante oltre ad altre importanti iniziative già avviate, fra cui:
- 18,7 milioni di euro di opere finanziate con i fondi Fesr 2021-2027, molte delle quali già realizzate o in via di conclusione;
- lo sblocco e il recupero di 22 milioni di euro di fondi regionali assegnati ai Comuni, che erano fermi dal 2019 per questioni burocratiche. Tali progetti sono a oggi tutti in corso di realizzazione.
- Le Unità Fisiografiche sono ampi tratti di costa delimitati da elementi naturali — come i promontori — all’interno dei quali i sedimenti si muovono senza dispersioni esterne.
La programmazione degli interventi
Le opere oggetto del Piano sono quelle individuate nel documento di programmazione per il periodo 2025-2028 “Interventi a difesa della costa del Lazio”, redatto partendo dal documento “Analisi di supporto al Piano della Costa della Regione Lazio”, prodotto nell’ambito di un Accordo con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi “Roma Tre”, a cura del professor Leopoldo Franco.
Tale documento ha individuato le zone a maggior rischio erosione, introducendo il criterio delle Unità Fisiografiche (UF) per la programmazione degli interventi, proprio con l’obiettivo di evitare azioni troppo settoriali che potrebbero risultare inefficaci o addirittura dannose.
Ogni unità presenta caratteristiche simili dal punto di vista ambientale, morfologico e dinamico. Il Piano ha individuato sei UF, che rappresentano la base operativa su cui verranno definiti e realizzati gli interventi.

Gli Accordi Quadro
I fondi stanziati verranno appaltati attraverso due Accordi Quadro che consentiranno una gestione più rapida dei tempi di attuazione.
Il Piano prevede, inoltre, l’individuazione di tre cave marine dove reperire circa un milione di metri cubi di sabbia da destinare al ripascimento.
Sempre nell’ambito delle azioni a protezione della costa sono stati stanziati 1 milione di euro a favore dei Comuni che ne faranno richiesta per interventi a difesa delle strutture durante il periodo invernale.
Fondamentale per la realizzazione del Piano Coste è, inoltre, l’attività di monitoraggio delle opere realizzate che seguirà l’andamento della linea di costa per tre anni, con l’ausilio di immagini satellitari, droni e puntuali verifiche tecniche. Viste le criticità specifiche delle coste delle Isole Pontine, verrà promosso uno studio particolareggiato per l’analisi della vulnerabilità e l’individuazione degli interventi da realizzare.
Un Patto per le coste laziali
L’obiettivo del Piano è quello di creare un “Patto per le coste laziali” che veda la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, dalle Istituzioni interessate (Regione, Comuni, Province, Capitanerie, Autorità Portuali e di Bacino, Enti e Parchi, Sovrintendenza, etc.) alle imprese del settore e alla società civile, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le future generazioni verso il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione delle bellezze culturali e paesaggistiche presenti sulle coste laziali.
Il litorale laziale ha una lunghezza complessiva di 361 km, di cui 240 km di costa sabbiosa.
Dall’analisi realizzata dall’Università di Roma Tre risulta che, di questi 361, 113 km risultano essere ad alta vulnerabilità a causa della pressione antropica e dell’assenza di strutture di salvaguardia. Fenomeni di erosione, già in atto da anni, risultano aver subito un’accelerazione negli ultimi due anni, a causa delle modifiche climatiche e dall’azione dell’uomo.
A questo proposito il Piano evidenzia che:
- tra il 2006 e 2020, risulta essere modificato il 60,6% della costa laziale, per un totale di 79 km complessivi;
- il 29,7% del litorale laziale è in erosione, con un picco del 35,9% in provincia di Roma.
.Il fenomeno dell’avanzamento, invece, ha ottenuto i suoi valori più alti di percentuali costiere a Minturno (69,8%) e Terracina (61,8%).
I Comuni dove la spiaggia è aumentata
In due Comuni costieri è stato registrato un aumento della superficie sabbiosa: a Cerveteri (+2,23 ettari) e a Sabaudia (+1,79 ettari).
Il litorale del Lazio è un mosaico di storie, natura, architettura e cultura: torri sul mare, antiche ville romane, falesie modellate dal vento, porti sommersi e castelli. Luoghi che parlano di incontri di civiltà, di bellezza naturale e costruita, di saperi antichi e vita contemporanea.
Questa bellezza non è immobile. Non è eterna. Il nostro litorale cambia. Ogni giorno. Cambia con il vento, con le correnti, con l’erosione, con l’azione dell’uomo. Alcuni tratti si restringono. Altri perdono sabbia, vegetazione, protezione. Altri ancora mostrano i segni di interventi passati non più efficaci. Per intervenire in modo efficace, responsabile, duraturo, serve conoscere.
361 chilometri di Costa 240 chilometri sabbiosi distribuiti tra tratti naturali urbanizzati e aree protestte., 113 chilometri classificati ad alto vulnerabilità per effetto di costruzioni troppo vicine al mare e dell’assenza di difese efficaci contro l’erosione. Un quadro aggravato dai fenoimeni climatici esterni semore più frequenti.
Tra il 2000 e i 2020 il 60,6% della costa si è modificata, il 29,7% del litorale è stato soggetto a erosione, la provincia di Roma è quella che ha perso più superficie sabbiosa con il 14,7%il 60,6% di perdita della spiaggia a Latina.
Oggi i tempi di approvazione dei progetti costieri sono troppo lunghi: in media oltre un anno, con punte di tre anni. Conseguenze dei ritardi: La linea di costa cambia nel frattempo → servono quindi nuovi rilievi e modifiche ai progetti. Questo genera ulteriore attesa, aumento dei costi e ritardi nei cantieri. L’obiettivo è garantire che le opere di difesa costiera possano essere realizzate nei tempi giusti, in risposta a un territorio in continua trasformazione.
Molti sedimenti utili al mantenimento delle spiagge restano bloccati alle imboccature di porti e canali, riducendo la funzionalità delle strutture e la naturale alimentazione della costa. Attualmente i dragaggi: non sono regolari né tempestivi sono rallentati da normative ambientali complesse vengono eseguiti con tempi e modalità molto diverse tra un territorio e l’altro.
Per realizzare ripascimenti efficaci e duraturi, è fondamentale disporre di sabbie compatibili per ricostruire le spiagge oggi in erosione. Per questo la Regione Lazio ha avviato la ricerca di giacimenti di sabbia in alto mare, da utilizzare sia per interventi di ricostruzione, sia per eventuali manutenzioni straordinarie future.
Tre potenziali giacimenti sono stati individuati a largo di Montalto di Castro, al largo di Anzio e al largo di Terracina.
La soddisfazione di Imprese balneari Roma
“Esprimiamo grande soddisfazione per questo piano integrato di difesa delle coste: la serie di interventi in atto e in programmazione nell’ambito di un quadro generale di assetto marittimo -ha affermato Renato Papagni di Imprese Balneari Roma- dimostra impegno della Regione Lazio per una risposta coordinata al grave fenomeno dell’erosione delle spiagge“.


















