Un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha evitato che la tradizionale processione della Macchina di Santa Rosa a Viterbo si trasformasse in un drammatico evento di cronaca. Nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 3 settembre, gli agenti della Digos hanno fermato e arrestato due cittadini turchi, entrambi trovati in possesso di un piccolo arsenale, a poche ore dall’inizio della celebrazione.
La Digos sventa possibile attentato alla Macchina di Santa Rosa: arrestati due uomini con armi e munizioni in un b&b nel centro di Viterbo
L’allarme è scattato in seguito a una segnalazione di un cittadino. La polizia ha individuato i due uomini in un b&b situato in un punto nevralgico del centro storico, proprio lungo il percorso della Macchina.
La perquisizione ha portato alla scoperta di un mitra, diverse pistole e caricatori, oltre a numerose munizioni. I due arrestati, un 22enne e un 40enne, sono stati immediatamente interrogati per chiarire le loro intenzioni.
Massima allerta e misure straordinarie
La notizia degli arresti ha scatenato un’immediata risposta da parte delle autorità, che hanno alzato il livello di sicurezza in tutta la città.
Il piano di controllo è stato rinforzato con la mobilitazione di reparti speciali come i NOCS e l’impiego di unità cinofile, tiratori scelti e personale in borghese tra la folla.
Una delle decisioni più significative è stata quella di lasciare l’illuminazione pubblica accesa in diverse aree del percorso, rompendo una tradizione secolare che prevede che il trasporto avvenga al buio.
Questa scelta, pur suscitando qualche perplessità tra i viterbesi più legati al rito, è stata giustificata dalla necessità di garantire la massima sicurezza in un momento di grande afflusso di persone.
L’ombra della criminalità organizzata turca
Gli inquirenti non escludono alcuna pista, ma le prime ipotesi investigative collegano i due uomini alla criminalità organizzata turca, un ambiente già noto alle forze dell’ordine italiane.
In passato, Viterbo è stata infatti teatro di operazioni contro esponenti di spicco di questo circuito.
Al momento, non vi sono evidenze di legami diretti con il terrorismo, ma gli investigatori stanno cercando di capire se i due agissero su mandato o se la loro presenza fosse legata a una possibile vendetta per i recenti arresti di boss turchi.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, si concentrano sulla ricostruzione dei movimenti dei due uomini e sull’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati.
Nel frattempo, la comunità viterbese, pur scossa dall’accaduto, ha potuto celebrare in sicurezza la festa della propria patrona, ringraziando le forze dell’ordine per il tempestivo intervento che ha evitato il peggio.
Le congratulazioni di Meloni e Tajani
“Congratulazioni alle Forze dell’Ordine e al ministro dell’Interno Piantedosi per il pronto intervento che ha portato all’arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo, poche ore prima della festa della Macchina di Santa Rosa”, lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Un’operazione decisiva che ha permesso di celebrare in sicurezza un evento unico al mondo, che è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità e rappresenta una tradizione secolare profondamente sentita dai viterbesi e da tantissimi italiani”, conclude la premier.
Fa eco alla Premier il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Anche quest’anno ho partecipato alla festa della Macchina di Santa Rosa a Viterbo. Congratulazioni alle forze dell’ordine per l’arresto di due cittadini turchi armati, a poche ore dall’inizio dell’evento. Bene il sindaco ed il Prefetto che hanno garantito, in sicurezza ed evitando il panico, il trasporto della macchina della Santa protettrice della città, permettendo ai tanti fedeli e turisti arrivati di vivere questo momento straordinario. Questo episodio spero rappresenti un monito contro quei cattivi maestri che aizzano orchestrando delle campagne d’odio con un linguaggio violento”, scrive in una nota il vice presidente del Consiglio.


















