Il caso indecente del parco di via Checco Durante al Prenestino: l’allarme dei residenti contro il degrado (VIDEO)

Il caso indecente del parco di via Checco Durante al Prenestino, gli abitanti chiedono l’intervento delle autorità

Il parco di via Checco Durante al Prenestino affonda nel degrado più assoluto e senza che le istituzioni competenti abbiano sinora mosso un dito per porre fine a uno spettacolo in cui la miseria umana si confonde con cumuli di immondizia in cui si trova di tutto.

Il caso indecente del parco di via Checco Durante al Prenestino, gli abitanti chiedono l’intervento delle autorità

Dai materassi gettati a terra ai reggiseni, per non parlare delle mutande e degli indumenti sparsi dappertutto dai senza dimora che hanno persino provato a piantare alcune tende all’interno di un’area pubblica lasciata al suo destino, in primis dal municipio, e difesa strenuamente da qualche coraggioso capace di rimuovere quei ricoveri di fortuna rischiando di essere aggredito da chi li aveva montati.

Municipio che non ha mai neppure provveduto a ripristinare i cancelli di accesso all’area, ormai divelti da tempo, ma che almeno consentivano di impedire accessi abusivi notturni all’interno del giardino.

Siamo in una situazione pessima. Ormai non c’è più tregua nel viavai di chi si ubriaca facendo schiamazzi notturni o tirandosi bottiglie di vetro che si frantumano all’impatto del suolo e non vengono rimosse neppure dall’azienda municipalizzata di nettezza urbana -denuncia uno degli abitanti-, i mezzi Ama non passano da almeno tre mesi a pulire il parchetto di via Checco Durante”.

Così siamo costretti ad assoldare con qualche decina di euro alcuni extracomunitari che si prestano a rimuovere almeno i rifiuti più ingombranti, ma per il resto ogni giorno va in scena lo stesso indecente spettacolo ed è sempre peggio”.

Uno spettacolo che riguarda gli edifici che affacciano su via Palmiro Togliatti, a circa 500 metri dal Quarticciolo, ma anche le palazzine di via delle Palme dove l’andirivieni delle prostitute sui marciapiedi della grande arteria di collegamento diventa visibile d’autunno e d’inverno quando gli alberi perdono il fogliame e tra i rami secchi si assiste a scene indegne di un Paese civile.

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“Ho comprato casa 15 anni fa in questa zona che un tempo era tranquilla, ma poi la situazione è cambiata radicalmente -aggiunge un altro residente– in un primo tempo a causa della prostituzione da parte di molte ragazze provenienti dall’est Europa e con le quali poteva capitare al massimo qualche animata discussione”.

In seguito c’è stata l’invasione di chi purtroppo vive in mezzo alla strada e utilizza la fontanella del parco per le proprie pulizie personali. Il livello di degrado è aumentato in modo esponenziale e così i miei figli stanno facendo pressioni affinché venda l’appartamento in cui vivo come se fosse un’isola che affiora in mezzo allo sfacelo”.

Anche don Antonio Coluccia, il prete anti-spaccio si batte per riqualificare l’area

I riflettori su una realtà di quartiere in cui a farla padrone, soprattutto tra le palazzine del Quarticciolo, si aggiunge la rete dello spaccio di droga avevano iniziato ad accendersi da quando il prete anti-spaccio, don Antonio Coluccia, aveva iniziato a venire anche da queste parti al pari di quanto faceva nelle zone più a rischio come Tor Bella Monaca. Per ragioni di sicurezza e di tutela della sua incolumità personale, ha concentrato le sue iniziative di presidio nelle ore notturne quando il mercato della droga apre i suoi battenti oltre che nei comizi e negli incontri con i rappresentanti delle realtà locali più colpite dal fenomeno della malavita.

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Ma da quando anche lui ha dovuto smettere di farsi vedere da queste parti siamo scivolati nel baratro dell’incuria, abbiamo più volte segnalato la situazione alle autorità competenti a iniziare dalla giunta locale -conclude l’uomo- però non siamo riusciti a ottenere altro che promesse mai mantenute e semmai strumentalizzate solo a uso e consumo di chi ne fa una bandiera per il tempo strettamente necessario alle campagne elettorali”.

Don Coluccia ribadisce di non aver mai fatto mancare la sua presenza nella zona del Quarticciolo dove, sottolinea “il crimine spadroneggia. Saranno le persone di buona volontà a riscattare il territorio. Il cambiamento è possibile“.