Renzo Pallotta (Fi): “L’assessore Zevi nasconde dietro la retorica della legalità il disastro delle spiagge di Ostia”

Per Renzo Pallotta "dietro la retorica della legalità, il Campidoglio tenta di nascondere il disastro nella gestione delle spiagge"

Nuovo piano arenili
Ostia lungomare (immagine di repertorio)

Con l’apertura dei servizi in quattro dei cinque chioschi sulla spiaggia libera di Castelporziano, l’assessore capitolino al Demanio e Patrimonio ha salutato l’evento come un successo del Campidoglio in nome della ritrovata legalità. Dimenticando che la stagione balneare iniziata Italia inizia il Primo maggio e non il 19 agosto.

Per Renzo Pallotta “dietro la retorica della legalità, il Campidoglio tenta di nascondere il disastro nella gestione delle spiagge”

Stesso commento entusiasta dall’assessore è arrivato al termine dell’iter di messa a gara di 51 tra stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate di Ostia. Detto che, al momento,  non un solo subentro dei nuovi concessionari è avvenuto, va ricordato che già per ben due volte le denunce di Labur, Laboratorio Urbanistico, hanno costretto l’amministrazione a rivedere le graduatorie per palesi irregolarità.

Sull’intera vicenda abbiamo ricevuto e pubblichiamo una nota di Renzo Pallotta, già vicepresidente del Municipio, oggi Coordinatore municipale di Forza Italia.

Il parere di Renzo Pallotta

“Leggendo l’intervista rilasciata dall’assessore al Patrimonio Tobia Zevi al Messaggero, viene spontaneo chiedersi se viva nello stesso pianeta del resto di noi cittadini romani. Le sue dichiarazioni sulla “trasparenza” e sui “bandi fatti bene” suonano come una beffa per chi ha seguito da vicino il disastro delle concessioni demaniali marittime di Ostia.

Mentre l’assessore si vanta di aver “messo a bando 54 lotti” e parla di “grande sforzo di Roma Capitale”, la realtà racconta una storia completamente diversa. In meno di un mese, il laboratorio di urbanistica LabUr ha costretto per ben due volte il Comune a rivedere le aggiudicazioni per irregolarità così gravi da far sospettare turbative d’asta. Questo non è il segno di procedure “fatte bene”, ma di un’amministrazione che naviga a vista, incapace di gestire anche le più elementari procedure competitive.

Il caso del Nauticlub Castelfusano è emblematico di questa gestione fallimentare. La società aggiudicataria del Lotto A25, la Kokai srls, è stata costituita appena un giorno prima della pubblicazione del bando – un tempismo che, unito all’unicità del centro d’interessi che sembra profilarsi per le relazioni parentali tra i partecipanti,  definire sospetto è un eufemismo.

Ma la cosa più grave è l’applicazione “a intermittenza” dell’articolo 95, lettera d) del Codice degli Appalti, che prevede l’esclusione quando sussistano “rilevanti indizi tali da far ritenere che le offerte degli operatori economici siano imputabili ad un unico centro decisionale”. Ma evidentemente per l’assessore Zevi e il RUP Antonucci questi principi valgono solo quando fa comodo.

L’assessore parla di “mappatura della consistenza” e di lotta agli “abusi edilizi” come se fossero giustificazioni per le irregolarità procedurali. Ma la giurisprudenza è chiara: “le dichiarazioni non veritiere rese dalla società costituiscono legittimo motivo di esclusione dalla procedura, in quanto pregiudicano il necessario rapporto fiduciario con la stazione appaltante”.

Particolarmente irritante è l’atteggiamento dell’assessore verso il contenzioso amministrativo, lamentandosi di essere “sommersi da scartoffie e carte bollate”. Il diritto di ricorso non è un fastidio burocratico, ma una garanzia costituzionale. Se i ricorsi sono così numerosi, forse il problema non sono gli operatori che fanno “melina”, ma un’amministrazione che produce atti illegittimi a ripetizione.

La verità è che dietro la retorica della “legalità sbandierata” si nasconde un sistema di gestione delle concessioni demaniali che viola sistematicamente i principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento. L’apertura tardiva dei servizi a Castelporziano il 19 agosto non è il risultato di un “grande impegno”, ma la conseguenza di un’incapacità gestionale che penalizza cittadini e operatori economici.

Mentre l’assessore Zevi continua a vivere nel suo mondo parallelo fatto di proclami e propaganda, i cittadini di Ostia pagano il prezzo di questa gestione fallimentare. È ora che Roma Capitale faccia i conti con la realtà: le procedure per le concessioni demaniali marittime sono state un disastro, caratterizzato da irregolarità, sospette turbative d’asta e violazioni dei principi fondamentali del diritto amministrativo.

Come stabilito dalla giurisprudenza, “la stazione appaltante esercita legittimamente il potere di autotutela decisoria quando rilevi l’illegittima attribuzione di punteggio per elementi dell’offerta tecnica non supportati dalla documentazione richiesta”. È tempo che il Comune di Roma eserciti questo potere, annullando in autotutela le procedure viziate e ristabilendo finalmente la legalità che l’assessore Zevi dice di perseguire ma che nei fatti ha sistematicamente violato.

I cittadini di Ostia meritano trasparenza vera, non propaganda. Meritano procedure competitive genuine, non teatrini orchestrati. Meritano un’amministrazione competente, non dilettanti allo sbaraglio che si nascondono dietro slogan vuoti mentre il territorio affonda nel caos amministrativo”.