Morire di cultura al Colosseo mentre per amore della professione ci si sforza di dare il meglio alle centinaia di turisti che mettono alla prova le guide cui sono affidate le visite di gruppo al Colosseo.
Morire di cultura al Colosseo, il decesso improvviso di una guida durante una visita innesca la protesta delle associazioni di categoria
E’ accaduto ieri, martedì 19 agosto, alle 17.30 al primo piano dell’Anfiteatro Flavio dove Giovanna Maria Giomarino, 62 anni, guida turistica di professione stava illustrando ad alcuni visitatori il significato dei pannelli illustrativi esposti permanentemente in quella zona del monumento.
La donna si è accasciata improvvisamente e non ha più ripreso i sensi nonostante i ripetuti tentativi immediati di rianimarla eseguiti sia da parte di alcuni dei presenti, sia dei soccorritori del 118 di presidio al parco archeologico anche mediante l’utilizzo di un defibrillatore.
Una giornata come tante, tra storia e bellezza, si è trasformata in tragedia nel cuore del Centro storico e ha contribuito riaccendere di nuovo i riflettori su condizioni di lavoro spesso precarie e sui rischi affrontati quotidianamente da una categoria poco tutelata rispetto all’impegno psicofisico  richiesto da un’attività che non conosce orari e neppure forme specifiche di protezione soprattutto quando le temperature della capitale si fanno torride e si rimane sotto il sole cocente per diverse ore.
La notizia ha scosso profondamente il mondo delle guide turistiche, che ricordano Giovanna Maria con affetto e profondo rispetto. Un toccante post pubblicato da una collega ha sottolineato non solo la dedizione e la professionalità della donna, ma ha anche messo in luce i sacrifici che molti professionisti del settore sono costretti ad affrontare.
“Giovanna, come molti di noi, continuava a lavorare nonostante le difficoltà fisiche e personali,” ha scritto la collega, dipingendo il ritratto di una professionista instancabile, che non si arrendeva di fronte alle avversità .
La sua tragica morte purtroppo non è un caso isolato. Il lavoro di guida turistica, specialmente in luoghi affollati e vasti come il Colosseo, è infatti estremamente impegnativo.
Lunghe ore in piedi, spostamenti continui, esposizione a condizioni climatiche estreme, dal caldo torrido all’umidità e al freddo.
Un logorio costante che si aggiunge alle difficoltà intrinseche a un tipo di attività che, nella maggior parte dei casi, è svolto in regime di assoluta indipendenza e al di fuori di qualsiasi forma di tutela contrattuale.
La scomparsa della 62enne ha innescato un’ondata di riflessioni sulla necessità di formalizzare una maggiore tutela per queste figure professionali.
Serve una regolamentazione sui rischi professionali
Molte guide, spinte da esigenze economiche, si ritrovano a lavorare anche quando le loro condizioni di salute non lo permetterebbero e senza poter contare su una rete di sicurezza adeguata.
“È arrivato il momento di pensare a una regolamentazione e a assicurazioni ad hoc che offrano una maggiore tutela sanitaria a questa categoria” si legge in una nota di alcune associazioni di categoria.
L’urgenza di proteggere questi lavoratori è palese. Non si tratta solo di riconoscere il loro ruolo cruciale nella promozione del patrimonio culturale di Roma e di tanti altri luoghi di interesse a livello nazionale, ma di garantire a questi operatori la serenità e la sicurezza necessarie per svolgere il proprio lavoro senza mettere a rischio la propria vita.


















