Una tentata rivolta notturna ha scosso il carcere di Regina Coeli a Roma, dove un gruppo di detenuti ha cercato di scatenare il caos in risposta a un’importante operazione antidroga.
La rivolta sventata dai pochi agenti in servizio. Con.Si.Pe: “Hanno rischiato la propria vita per spegnere gli incendi e riportare la calma”
Il gesto, che ha visto l’incendio di oggetti e l’esplosione di bombolette di gas, è stato rapidamente sedato grazie all’eroico intervento di un pugno di agenti di Polizia Penitenziaria, che pur in inferiorità numerica hanno riportato l’ordine, mettendo a rischio la propria vita. L’episodio è stato riportato da Con.Si.Pe che chiede a gran voce interventi urgenti per garantire la sicurezza del personale e dei detenuti.
La tentata rivolta e la determinazione degli agenti
L’allarme è scattato tra il 16 e il 17 agosto intorno alle 2:30 del mattino, quando alcuni detenuti hanno dato il via a una protesta violenta all’interno del penitenziario.
La loro furia, stando alle ricostruzioni del Con.Si.Pe, sarebbe stata anche scatenata dal successo di una recente operazione di polizia che ha impedito l’ingresso di un ingente quantitativo di stupefacenti dall’esterno nel carcere.
Nel tentativo di farsi aprire le porte, i detenuti hanno incendiato oggetti e fatto esplodere bombolette di gas, creando una situazione di estremo pericolo in un momento, nel turno notturno, in cui c’erano solamente dieci agenti in servizio per gestire una popolazione carceraria di 1100 detenuti.
Nonostante ciò, a prontezza e il coraggio di questi uomini, coordinati dal dirigente Ferdinando Stazzone, hanno riportato l’ordine, utilizzando gli idranti, con cui sono riusciti a spegnere l’incendio in pochi minuti, sedando la rivolta e scongiurando un disastro.
Le difficoltà della Polizia Penitenziaria e le richieste di intervento
L’episodio di Regina Coeli è l’ennesima prova delle condizioni insostenibili in cui il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a operare.
Come denunciato da Mimmo Nicotra, presidente del Con.Si.Pe., gli agenti sono sottoposti a turni massacranti che possono arrivare a 16-18 ore, con il risultato che intere sezioni rimangono a volte senza sorveglianza.
Una condizione che non solo aumenta il rischio per la sicurezza degli agenti, ma mette in pericolo anche la vita degli stessi detenuti. Per questo, ol Con.Si.Pe. chiede in queste ore l’intervento immediato delle istituzioni, sollecitando il trasferimento dei detenuti responsabili della rivolta in altri istituti fuori regione, per dare un segnale forte e ripristinare l’ordine.
Come atto di riconoscimento per il loro coraggio e la loro professionalità inoltre, il sindacato ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di concedere una lode a tutti gli agenti che hanno rischiato la propria vita per riportare la calma.


















