È passata quasi un’intera settimana da quando a Fiumicino, da un punto tra via Fiumara e via Tempio della Fortuna è cominciata una perdita ingente d’acqua, valutabile – anche con poca precisione – nell’ordine degli ettolitri. Una vera e propria “fontana” continua che, da martedì sera fino a questa mattina di venerdì 8 agosto 2025, va avanti senza sosta a sprecare una quantità incalcolabile di risorsa idrica.
Da diversi giorni ettolitri d’acqua si riversano sull’asfalto senza che Acea o Comune abbiano riparato la perdita. Strada a rischio cedimento e residenti esasperati
La situazione è stata filmata e diffusa dagli stessi residenti: in pochi secondi è possibile percepire lo scroscio incessante, testimoniando quanto resistente e drammatico sia il guasto.
L’Acea, dopo molte segnalazioni, si è fatta vedere mercoledì in giornata, solamente per effettuare un rapido sopralluogo, che però non ha portato al riconoscimento del caso come “prioritario”.
Da quel giorno, nulla è cambiato, i residenti, esasperati, si sono rivolti alla Polizia Locale di Fiumicino denunciando il rischio imminente di cedimento del manto stradale.
E non è solo un timore: l’asfalto si sta gonfiando sempre di più sotto il peso dell’acqua accumulata, soprattutto nei pressi di un autosalone che si trova proprio sopra il punto critico.
Giovedì una ditta privata è intervenuta su incarico (probabilmente) della polizia locale e con la “supervisione” di qualche cittadino: gli operai hanno provveduto a recintare la zona con il classico nastro arancione, a titolo precauzionale e hanno inoltrato ulteriori segnalazioni all’Ufficio Tecnico del Comune di Fiumicino.
Ma anche in questo caso, non è arrivato alcun feedback concreto o intervento riparatore definitivo.
La lunga attesa, l’assenza di risposte e la percezione d’impotenza stanno generando un clima di sdegno palpabile nei residenti: “Vergogna!”, è l’esclamazione collettiva che risuona tra chi assiste al continuo spreco di acqua potabile, all’erosione progressiva della viabilità e alla mancanza di presa in carico da parte delle istituzioni preposte.
Oltre al disagio visibile, la perdita d’acqua tra via Fiumara e via Tempio della Fortuna sta generando implicazioni gravi e rischi evidenti per tutta la zona.
Il primo effetto tangibile riguarda lo spazio pubblico compromesso: l’acqua, che continua a scorrere ininterrottamente da giorni, ha iniziato a sollevare e deformare l’asfalto, creando un fondo stradale irregolare.
Una condizione che rappresenta un serio pericolo sia per gli automobilisti che per i pedoni, soprattutto nelle ore serali o in caso di pioggia.
Non si tratta solo di disagio: il rischio concreto è quello di un cedimento stradale. Senza un intervento urgente, le conseguenze potrebbero essere pesanti, con possibili incidenti, danni ai veicoli e infortuni ai passanti. E intanto, proprio sotto la strada, il flusso d’acqua continua a erodere lentamente il terreno.
A questo si aggiunge un elemento non meno importante: lo spreco di una risorsa vitale, l’acqua.
In un momento storico in cui si parla di sostenibilità, emergenza climatica e lotta agli sprechi, lasciare che ettolitri d’acqua si perdano ogni giorno senza che nessuno intervenga rappresenta non solo un danno ambientale e infrastrutturale, ma anche un gesto simbolico gravissimo.
Infine, c’è il fronte umano, forse il più immediato: la frustrazione dei residenti. Sono ormai giorni che i cittadini segnalano il problema alle autorità competenti, eppure la situazione è ancora lì, sotto gli occhi di tutti. Questo senso di abbandono mina la fiducia collettiva nei confronti delle istituzioni, tra telefonate ignorate, sopralluoghi senza azione concreta e promesse che tardano ad arrivare.
È urgente che il Comune di Fiumicino e Acea intervengano con sollecitudine e trasparenza, comunicando ai cittadini le tempistiche reali per la riparazione e garantendo un presidio costante fino a quando la perdita non sarà risolta definitivamente.
Nel frattempo, i residenti continueranno a chiedere attenzione per una problematica che, oltre a devastare la strada e sprecare acqua, getta un’ombra pesante sul senso di sicurezza e il diritto a servizi efficienti.

















