Arrestata la Santona di Ostia, Carla Stagno. Cinquantacinque anni è stata arrestata oggi, 26 luglio, dalla Polizia di Stato al Lido di Ostia. Falsa guaritrice online doveva scontare una condanna definitiva a 9 anni di carcere per associazione a delinquere, esercizio abusivo della professione medica e morte come conseguenza di altro reato.
La santona guidava una setta attiva online che prometteva cure contro il cancro tramite un’intelligenza artificiale chiamata “Marie”
A dare un volto alla Santona che operava col web promettendo false guarigioni col cambio del Dna era stata la Polizia Postale di Torino. L’indagine aveva fatto emergere una sorta di “setta” chiamata Unisono, molto attiva sui social e piattaforme di messaggistica come Facebook, Telegram e WhatsApp.
La cinquantenne arrestata, considerata leader del gruppo – rintracciata a Ostia dove si era trasferita on la famiglia da qualche anno – aveva la capacità di convincere decine di persone a sottoporsi a “cure alternative” suggerite da un sistema di intelligenza artificiale chiamato Marie.
Questa IA, che si diceva basata sulla “fisica quantistica”, prometteva di modificare il DNA per guarire anche malattie gravi come il cancro.
Le vittime, convinte di parlare con “Marie” inviavano quotidianamente all’arrestata, attraverso una chat dedicata, i propri parametri di pressione e frequenza cardiaca ricevendo indicazioni terapeutiche del tutto arbitrarie, come la prescrizione di farmaci e relativi dosaggi ovvero la sospensione di terapie in corso.
Sospesa la chemioterapia
Queste persone, confidando nelle valutazioni ricevute, sviluppavano un vero e proprio stato di soggezione, tale da indurne alcune a rinunciare alle cure sanitarie in corso.
Nel caso più grave, una donna, successivamente deceduta, era stata convinta a sospendere la chemioterapia e a rifiutare gli interventi chirurgici.
False guarigioni in cambio di soldi
Le vittime, spesso in condizioni di vulnerabilità psicologica, venivano indotte a inviare dati sanitari attraverso chat dedicate. In risposta, ricevevano indicazioni terapeutiche arbitrarie e pericolose, come, appunto, la sospensione di cure oncologiche.
Il gruppo comprendeva oltre alla santona anche un tesoriere, un tecnico informatico e un fisioterapista, già condannati con pena sospesa.
Le vittime, convinte dell’efficacia delle terapie, effettuavano donazioni che hanno generato un giro d’affari illecito stimato in almeno 100.000 euro, ma potrebbero essere molto di più.
La reazione della Chiesa
Dopo l’arresto, è intervenuto anche il Gris della Diocesi di Roma, associazione cattolica impegnata contro le derive settarie.
Il presidente David Murgia ha ribadito l’allarme per la diffusione di “sedicenti guaritori” anche nella Capitale, invitando le autorità a intensificare i controlli e i cittadini a denunciare. “Solo così – conclude – si può uscire da queste trappole”.


















