Turni massacranti, paghe da fame e nessun rispetto delle norme sulla sicurezza. È questo il quadro emerso da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Roma che ha portato al sequestro di un autolavaggio a Colleferro, gestito da un cittadino egiziano di 46 anni. L’uomo è accusato di aver sfruttato due lavoratori, suoi connazionali, regolarmente presenti sul territorio italiano, approfittando del loro stato di bisogno.
Lavoratori impiegati fino a 10 ore al giorno per sei giorni a settimana, con paghe da fame: nei guai il titolare di un autolavaggio
Secondo quanto accertato dagli investigatori, i lavoratori venivano impiegati fino a dieci ore al giorno per sei giorni a settimana, con stipendi ben al di sotto dei minimi previsti dai contratti collettivi nazionali. Oltre alle retribuzioni irregolari, sono emerse gravi violazioni in materia di orario di lavoro, riposi settimanali e soprattutto sicurezza e igiene sul posto di lavoro.
Il provvedimento di sequestro, emesso dal GIP del Tribunale di Velletri, è scaturito dopo un primo accesso ispettivo in cui era già stata riscontrata l’assunzione in nero di un lavoratore tunisino.
In quell’occasione, i Carabinieri avevano elevato sanzioni per un totale di oltre 9.600 euro, tra ammende e multe amministrative.
L’indagine
L’intervento rientra nell’ambito delle attività di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo promosse dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Il datore di lavoro è ora indagato per il reato di sfruttamento della manodopera e per ulteriori violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.


















