Orrore alle prime luci del giorno nel quartiere di Torpignattara, scosso lo scorso giovedì da un episodio di inaudita violenza, tra Via Belmonte Castello e Via Francesco Farraironi, dove alcuni alcuni passanti hanno fatto scattare l’allarme al NUE 112 per la scoperta agghiacciante di un uomo riverso a terra, ricoperto di sangue e privo di sensi.
Il 64enne trovato in strada dai passanti era stato aggredito con calci e pugni e lasciato morire: convivente accusato di omicidio aggravato
La macchina dei soccorsi è scattata all’alba con l’arrivo sul posto del personale dell’ARES 118 per prestare le prime cure all’uomo trovato in fin di vita, mentre l’intervento della Squadra Mobile e di un equipaggio del Commissariato di Torpignattara ha dato il via ai rilievi per ricostruire la dinamica dei fatti.
La vittima presentava un quadro clinico disperato, con le ossa rotte e gravissime lesioni interne, frutto di una violenza efferata concentrata su volto e torace, causata da calci e pugni brutali. Le sue condizioni critiche hanno richiesto il trasporto d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni in codice rosso.
Nonostante gli sforzi disperati dei medici, le gravissime lesioni riportate non hanno lasciato scampo al 64enne. L’uomo è deceduto circa due ore dopo il ricovero, soccombendo alle ferite inflittegli con una ferocia inaudita.
Le indagini per omicidio
Il decesso ha trasformato il caso di aggressione in un omicidio, innescando una serrata indagine da parte delle forze dell’ordine per individuare il responsabile della violenza dall’esito mortale.
E’ stata la natura delle lesioni, concentrate su aree vitali del corpo, a evidenziare un intento chiaramente lesivo e una rabbia incontrollata da parte dell’aggressore, con l’ipotesi di una premeditazione.
A distanza di poche ore dal decesso la svolta con alcuni elementi cruciali emersi sulla vita della vittima. L’uomo, che viveva ai margini della società , condivideva una baracca con un’altra persona, anch’essa senza fissa dimora.
Proprio questa convivenza precaria, sarebbe diventata il fulcro dell’inchiesta che con le testimonianze raccolte sul campo hanno indicato che tra la vittima e il suo convivente, un uomo di 56 anni anch’egli di origini rumene, sarebbe nata una lite.
Un litigio, scaturito per futili motivi – forse legati a questioni di denaro – è poi degenerato in una violenza inaudita e senza freni, culminata nel pestaggio con l’esito mortale.
Il fermo dell’aggressore e l’accusa di omicidio aggravato
La caccia all’uomo, avviata immediatamente ha permesso di rintracciare il 56enne rumeno in meno di 24 ore. Il fermato è stato quindi prontamente identificato dalle forze dell’ordine, che hanno raccolto a suo carico elementi sufficienti per procedere con l’arresto. L’uomo è ora accusato dell’omicidio aggravato del suo convivente, e a disposizione delle Autorità nella fase delle indagini preliminari.


















