Roma, residenti di Prati contro l’ampliamento della Città Giudiziaria: “Difendiamo il Pratone dal cemento”

Il progetto prevede l'ampliamento della Città Giudiziaria e riqualificazione del Pratone di via Teulada

I residenti del quartiere romano Prati non ci stanno: “Il Pratone di via Teulada non si tocca”. La presentazione del decreto regionale per l’ampliamento della Città Giudiziaria di Piazzale Clodio ha immediatamente sollevato un’ondata di polemiche e proteste tra i cittadini che denunciano un’operazione che sa di “speculazione” e “disinteresse” per il territorio.

Il progetto prevede ampliamento della Città Giudiziaria e riqualificazione del Pratone di via Teulada

La presentazione del provvedimento, avvenuta alla Regione Lazio, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Gualtieri, del presidente Francesco Rocca, firmatario del decreto, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del Sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante. L’atto dà seguito al Protocollo d’Intesa siglato lo scorso luglio, con l’obiettivo di riqualificare l’area adiacente a Piazzale Clodio e costruire un nuovo edificio per gli uffici giudiziari.

La nuova struttura, secondo il decreto, non dovrà superare i 24 metri di altezza e si integrerà con la riqualificazione del “Pratone” di Via Teulada, ribattezzato “Porta del Parco” di Monte Mario, con la creazione di un percorso pedonale. Dovrà essere costruito “senza nuovo consumo di suolo”, sfruttando preferibilmente superfici già compromesse, come il parcheggio esistente e l’area occupata da un distributore di benzina.

Parallelamente, Regione e Roma Capitale pianificheranno interventi per il ripristino della vegetazione di Monte Mario, colpita dall’incendio dello scorso luglio, e studiano la fattibilità di un percorso ciclopedonale protetto che si connetterebbe alla ciclabile del Lungotevere.

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Le proteste dei cittadini

La notizia ha scatenato la forte opposizione dei residenti del quartiere: l’ambiguità della planimetria allegata al decreto e la formulazione generica di alcune clausole fanno temere ai cittadini il peggio.

L’associazione “Insieme 17”, che riunisce i residenti di Prati, Delle Vittorie e Trionfale, da sei anni si batte contro l’edificazione sul “Pratone” di Via Teulada, considerato “l’ultimo prato di Prati”, e parte integrante della Riserva Naturale di Monte Mario: L’unica area pianeggiante e l’unico spazio accessibile anche alle persone anziane, ai bambini, alle famiglie. Un luogo oggi spontaneamente vissuto, che potrebbe diventare un vero parco pubblico”, aggiunge Luisa Sodano, presidente di Insieme 17, che a Canale 10 spiega i motivi della forte opposizione degli abitanti della zona all’ampliamento della città giudiziaria: “Siamo di principio totalmente contrari a questo ampliamento. Riteniamo che con la digitalizzazione, questa espansione non sia nemmeno necessaria. Inoltre, in sei anni, la magistratura non ha mai fornito dati concreti a supporto di questa esigenza. C’è una grave mancanza di trasparenza e di rispetto nei confronti dei cittadini”.

Dubbi sulla reale necessità del progetto

Sodano non esclude la necessità di ampliare gli spazi giudiziari, ma contesta con forza la scelta del “Pratone”: Ci sono numerosi edifici pubblici dismessi nelle vicinanze, come la caserma del Reparto Trasmissioni di Viale Angelico e l’autoparco della Pubblica Sicurezza in via Tommaso Campanella, che potrebbero essere riqualificati. Invece, si insiste sul consumo di suolo”.

Preoccupazioni e mancanza di garanzie

La preoccupazione maggiore dei cittadini riguarda il destino del “Pratone”. Nonostante le rassicurazioni sull’integrità dell’area verde, Sodano evidenzia un passaggio ambiguo nel decreto: Alla pagina 5 si parla di ‘limitare al massimo l’eventuale perdita netta di superficie di spazi verdi’, il che implica che una parte del pratone sarà comunque edificata, contrariamente a quanto dichiarato”. 

L’associazione critica anche la mancanza di un chiaro passaggio di proprietà dell’area dal Demanio al Comune di Roma, passaggio ritenuto fondamentale per la realizzazione di un vero parco pubblico. “Mantenere la titolarità al Demanio significa che, in futuro, ulteriori parti del Pratone potrebbero essere occupate per esigenze del nuovo palazzo. Finché il Comune non ne ottiene la concessione, nulla impedisce che un domani si continui a costruire”, avverte la presidente dell’associazione di quartiere.

Manifestazione di protesta sabato 10 maggio

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la diffusione della planimetria allegata al decreto, giudicata “molto poco chiara” e che, secondo Insieme 17, confermerebbe l’invasione di una parte dell’area verde da parte della nuova costruzione, estendendosi oltre le aree già edificate, parcheggio e distributore di benzina.

La risposta dei cittadini non si è fatta attendere: è stato indetto un presidio per sabato 10 maggio, alle 10, proprio sul “Pratone” di Via Teulada. L’iniziativa, in concomitanza con l’evento “Roma cura Roma” promosso dal Comune, vedrà i residenti impegnati nella pulizia dell’area, ma soprattutto nel riaffermare la loro volontà di trasformare il “Pratone” in un parco pubblico fruibile da tutti.

“Non ci rassegniamo a vedere negato il diritto dei cittadini a usufruire di quest’area verde –  conclude Luisa Sodano – abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare la legittimità del decreto del presidente Rocca, con particolare attenzione alla costruzione di un edificio di otto piani all’interno di una Riserva Naturale”.