Un anno senza Franco Ascani: il ricordo social del “Giardino del Cocomero” il banco frutta h24 amato dai VIP

Ostia, ondata d'affetto per Franco Ascani, la leggenda del Cocomero. La figlia: "Decine di persone si mettevano in fila per una fetta tagliata espressa"

Nella foto Franco Ascani nel suo banco a Ostia

Ad un anno dalla sua scomparsa, la figura di Franco Ascani, storico fruttivendolo di Ostia, rivive nei ricordi affettuosi della famiglia e di un’intera comunità. La figlia Elisabetta ha voluto condividere sui social media toccanti immagini dell’iconico banco di frutta “Al Giardino del Cocomero da Franco e Giuliana”, un’attività che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per residenti e turisti del Lido di Roma, attirando anche tanti VIP, desiderosi di gustare frutta fresca a qualsiasi ora.

Ostia, ondata d’affetto per Franco Ascani, la leggenda del Cocomero. La figlia: “Decine di persone si mettevano in fila per una fetta tagliata espressa”

Abbiamo voluto ricordare papà condividendo con gli utenti social di ostia alcuni scatti dell’attività che i nostri genitori avevano ad Ostia, precisamente in Piazza Cesario Console di fronte al Curvone” – ha dichiarato Elisabetta Ascani alle prime ore di oggi, rievocando un’epoca d’oro per il commercio locale e per la convivialità ostiense.

“Al Giardino del Cocomero”: storia di un successo dalla tradizione dei mercati del centro di Roma

La storia Franco Ascani e e della sua attività ostiense nata nel 1981, con la moglie Giuliana, affonda le sue radici in una solida esperienza familiare, che arriva dai banchi di frutta del centro storico, da Piazza Venezia al Pantheon, passando dai Mercati Generali, dove Franco Ascani, lavorava fin dalla giovane età.

La sua profonda conoscenza e passione per la frutta fresca, condivisa con la moglie Giuliana, lo spinsero poi ad aprire il caratteristico banchetto in Piazza Cesario Console nel 1981, prima di avviare nell’89 anche il banco al Mercato Appagliatore, operativo in inverno.

Ma fu la prima intuizione di offrire frutta fresca pronta al consumo, con un’apertura continuativa h24, quella che si rivelò originale e vincente, rispondendo perfettamente alle esigenze di chi desiderava una merenda sana e dissetante, soprattutto durante le calde serate estive. In breve tempo, il “Giardino del Cocomero” divenne un’istituzione, un vero e proprio food point ante litteram, amato da romani e visitatori.

File diurne e notturne e clientela VIP: l’attrattiva del cocomero tagliato espresso

Il successo del banco di Franco e Giuliana fu straordinario e duraturo, protrattosi per ben 34 anni, fino al 2015. Le serate estive erano caratterizzate da lunghe file, spesso di 50-60 persone, in attesa di una fetta di cocomero o melone tagliata al momento da Franco, dalla moglie o dai figli Paolo, Pola ed Elisabetta.

Quest’ultima, spesso, dopo il lavoro in palestra, rinunciava al riposo per aiutare la famiglia, testimoniando un forte legame e un grande spirito di sacrificio: “Sono cresciuta a contatto della gente e per noi era faticoso ma bellissimo vedere tante persone in attesa di una fetta di cocomero. Molto gratificante vedere che tanti preferivano il cocomero al classico cornetto di notte” – ricorda Elisabetta.

Tra i clienti anche VIP che hanno lasciato il segno

La peculiarità del servizio, con la fetta di frutta fresca accompagnata da salvietta e coltellino, unita alla qualità dei prodotti, finì per attrarre anche una clientela prestigiosa.

Nomi illustri come Gigi Proietti, Laura Antonelli, Patty Pravo, Elena Sofia Ricci, Alessandro Gassman, Clemente Russo, Ivana Spagna e persino l’atleta Ben Johnson si sono fermati al “Giardino del Cocomero” per una pausa sana e gustosa, confermando la sua fama di eccellenza nel settore della frutta fresca.

“Clemente Russo ad esempio era un habitué, perché in estate veniva a soggiornare al Lido, e così nella passeggiate serali si fermava da noi con tutta la famiglia” – spiega Elisabetta.

“È più bono de l’artranno”: lo slogan iconico del banco frutta davanti al mare di Ostia

Franco Ascani era poi particolarmente fiero dello slogan che aveva creato per la sua attività: “È PIÙ BONO DE L’ARTRANNO”, un’espressione che con la sua semplicità e immediatezza comunicava la bontà e la freschezza dei suoi prodotti, radicandosi nell’immaginario collettivo ostiense.

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Il banco di cocomeri a Piazza Cesario Console

La cura nella selezione della frutta e la particolarità del taglio espresso, che garantiva una freschezza ineguagliabile rispetto alle fette pre-tagliate, erano i segreti del suo successo. Inoltre, il banco di Piazza Cesario Console rappresentava un punto di riferimento anche per la sua illuminazione notturna, grazie a un faro puntato sul banco che attirava l’attenzione e fungeva quasi da “lampione” per chi arrivava da Roma.

Nonostante il suo successo e la sua popolarità, nel 2015, come molti altri storici banchi di frutta, “Al Giardino del Cocomero” fu costretto a chiudere, una decisione che la famiglia non ha mai compreso appieno, soprattutto considerando la rivalutazione di simili attività nel centro storico di Roma.

Ricordi indelebili e un eredità di passione per Ostia

Nonostante la chiusura, il ricordo di Franco Ascani e del suo “Giardino del Cocomero” rimane vivo nel cuore degli ostiensi. La sua passione per il lavoro, il suo legame con la comunità e la sua capacità di trasformare un semplice banco di frutta in un luogo di aggregazione e convivialità, rappresentano un’eredità preziosa.

“La sua storia, iniziata con l’arrivo a Ostia dalla Garbatella nel 1970 insieme a mamma Giuliana, passando per l’esperienza ai Mercati Generali, fino al successo inaspettato del suo banchetto, è un esempio di dedizione e di amore per il proprio territorio” – conclude Elisabetta, per la quale, nonostante lavori ora in ospedale e la madre si goda il riposo, il ricordo di quelle lunghe notti passate a servire fette di cocomero rimane indelebile.

Era un’epoca bella, in cui vinceva la semplicità, la qualità e il contatto umano che erano gli ingredienti fondamentali di un successo duraturo. La memoria di papà continua a illuminare la nostra strada, proprio come il faro del suo amato “Giardino del Cocomero” – conclude Elisabetta.