Agnelli da salvare. Blitz animalista in vista della Pasqua in un mattatoio di Acquapendente, tra Roma e Viterbo. Nel mirino l’Ilco, un enorme impianto, noto a livello europeo. Ventuno gli agnelli liberati e blocco delle attività imposto con occupazioni e catene.
Agnelli liberati e blocco dell’attività : irruzione animalista in un mattatoio di Acquapendente. Lo slogan, “Oggi nessuno morirà ”
L’azione, rivendicata dal collettivo antispecista 269 Libération, ha portato alla liberazione di una ventina di agnelli e al blocco delle operazioni all’interno del sito. Gli attivisti, agendo a volto coperto, hanno rivendicato “libertà per tutti gli animali” e affisso un eloquente cartello con la scritta: “Oggi nessuno sarà ucciso“.
L’operazione, descritta dagli animalisti come un’azione coordinata, si è sviluppata su due fronti simultanei. Un primo gruppo di attivisti è penetrato all’interno del mattatoio, riuscendo a sottrarre alla macellazione imminente 21 agnelli.
Contemporaneamente, un secondo gruppo ha occupato strategicamente il “corridoio della morte“, l‘area cruciale che precede la linea di abbattimento, paralizzando di fatto l’intera attività produttiva.
Catene per bloccare l’attivitÃ

Il blitz, iniziato nelle ore notturne, si è protratto per l’intera giornata grazie all’impiego di dispositivi di blocco sofisticati, come armlocks e catene, che hanno reso difficoltosa la rimozione degli attivisti da parte delle forze dell’ordine.
Questa tattica, come sottolineato dai manifestanti, mira a infliggere un danno economico significativo al gruppo proprietario del mattatoio, in un periodo tradizionalmente caratterizzato da un elevato volume di produzione e conseguenti profitti, in vista delle festività pasquali.
Sul luogo dell’irruzione sono intervenute le forze dell’ordine, tra cui carabinieri, polizia e vigili del fuoco, per gestire la situazione.
Gli attivisti, nel loro comunicato, hanno dichiarato che l’intervento ha rappresentato un tentativo di “fermare la folle macchina della morte”, evidenziando il tragico numero di agnelli uccisi ogni anno in Italia per il consumo di carne, stimato in oltre due milioni di capi. La maggior parte di questi animali, spesso di età inferiore ai quattro mesi, provengono da paesi dell’Est Europa come Romania e Polonia, per poi essere trasportati e macellati nel Lazio.
“Al fianco degli animali”
L’azione diretta – come spiegato dal collettivo animalista – perseguiva più obiettivi. In primo luogo, “salvare animali dominati“, conferendo un significato tangibile all’espressione “liberazione animale“.
In secondo luogo, mirava a “colpire il macello infliggendo una perdita economica significativa tramite il blocco dell’attività “. Infine, l’iniziativa intendeva “comunicare l’urgenza di portare la lotta antispecista nei luoghi strategici dello sfruttamento animale e al fianco degli animali stessi“.
Gli agnelli liberati dal mattatoio Ilco sono stati presi in custodia dagli attivisti e saranno trasferiti in “santuari”, strutture protette dove potranno vivere una vita libera da ogni forma di sfruttamento e violenza, in linea con i principi etici del movimento.
L’impianto liberato con una operazione interforze
L’impianto è stato liberato nel primo pomeriggio di oggi con una irruzione delle forze dell’ordine. Gli attivisti – 32 in tutto perlopiù francesi e tedeschi – sono stati portati nella questura di Viterbo e nelle caserme dei carabinieri per le procedure di identificazione.
Tra loro ci sarebbe anche un reporter indipendente inglese. All’interno dell’impianto, al momento, non sarebbero emersi danneggiamenti.



















