Cavalcaferrovia di via Giulio Rocco, ancora un rinvio per la fine dei lavori: ecco perché

Si allungano i tempi per la consegna del nuovo cavalcaferrovia di via Giulio Rocco

Si allungano ancora i tempi per la riapertura del cavalcaferrovia di via Giulio Rocco alla Garbatella che sormonta la linea di collegamento della metropolitana B e della Roma-Lido.

Si allungano i tempi per la consegna del nuovo cavalcaferrovia di via Giulio Rocco

Le previsioni comunicate da Astral, ente attuatore dei lavori controllato della Regione Lazio, nello scorso mese di ottobre e, secondo le quali, la nuova struttura sarebbe stata pronta per la primavera di quest’anno sono superate da difficoltà tecniche e dalla complessità dell’intervento. Si stima, pertanto, un ulteriore slittamento dell’inaugurazione della nuova struttura.

Il nuovo attraversamento prevede l’installazione e di elementi in acciaio a campata unica.

Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana di Roma Capitale (Csimu) e conta su uno stanziamento di 4,8 milioni di euro cofinanziati da Roma Capitale e dalla Regione Lazio.

A richiedere tempi maggiori del previsto sono state tra l’altro, le fasi necessarie alla demolizione delle due campate in cemento armato e della pila centrale della vecchia struttura.

Per agevolare il transito dei veicoli e il movimento dei pedoni la sede stradale deve, infatti, essere ampliata da 6,40 metri a 8 per quel che concerne il tracciato riservato al passaggio dei mezzi di trasporto e da 1 a due metri ognuno dei due marciapiedi situati ai margini della struttura.

Secondo la tempistica originaria i lavori avrebbero dovuto circa 9 mesi, due dei quali necessari al trasferimento di tutti i collegamenti elettrici e dei cavidotti presenti sul cavalcavia e altri sette che indispensabili per radere al suolo il vecchio impalcato e costruire quello nuovo.

L’opera è attesa da circa otto anni durante i quali una serie di complessità relative, tra l’altro, alle interferenze dei due distinti tracciati dei binari hanno contribuito a procrastinare la posa della prima pietra. La collaborazione tra Astral, Anas e Rete ferroviaria italiana doveva, tuttavia, essere un ulteriore tassello utile ad accelerare la realizzazione di infrastrutture destinate a migliorare il sistema di trasporto pubblico a beneficio di tutti i cittadini romani. Per il momento le transenne restano al loro posto.