Svolta nelle indagini sull’omicidio di Ilaria Sula a poche ore dal ritrovamento del cadavere della ragazza in un dirupo di Poli. Il giovane ex fidanzato della 22enne, interrogato, ha confessato il brutale delitto. Nelle stesse ore, il fratello della vittima ha rotto il silenzio e il dolore familiare, chiedendo il perché di tanta violenza.
Sotto sequestro l’appartamento del fermato per l’omicidio di Ilaria Sula: lì potrebbe essere stata accoltellata la studentessa 22enne
Mentre è ancora in corso l’interrogatorio in questura del 23enne filippino, indagato per l’omicidio di Ilaria Sula, il giovane ha già confessato il terribile gesto.
Sarebbe stato proprio lui, Mark Antony Samson, 23 anni, a rivelarne anche la dinamica fino all’occultamento del cadavere, e il tentativo disperato di cancellare ogni traccia, gettando in un tombino il telefono della vittima, che i familiari credevano scomparsa a seguito di un allontanamento volontario.
Il racconto dell’orrore: il cadavere caricato in auto e l’abbandono nel dirupo
Secondo quanto emerso dalla confessione di Samson, il giovane avrebbe caricato il corpo senza vita di Ilaria nella sua auto, trasportandolo fino all’area boschiva nei pressi del comune di Poli, dove lo ha poi abbandonato all’interno di una valigia.
Un tentativo macabro di occultare il cadavere in un luogo impervio e isolato, nel disperato tentativo di far sparire ogni traccia del suo terribile crimine, mentre non è ancora chiaro il movente di un gesto così efferato.
Il telefono di Ilaria gettato nel tombino
Non solo l’occultamento del corpo: Samson avrebbe anche cercato di eliminare un’altra prova fondamentale, e cioè il telefono cellulare di Ilaria, gettandolo in un tombino della Capitale. Tuttavia, nonostante il tentativo di far sparire le tracce digitali, le indagini serrate della polizia, supportate dall’analisi dei tabulati telefonici e delle celle agganciate, sono riuscite a stringere il cerchio attorno al giovane.
Le parole del fratello di Ilaria
In queste ore di dolore e sgomento, Leon, il fratello minore di Ilaria, è arrivato nella Capitale da Terni, accompagnato da altri familiari, portando con sé un carico di disperazione e il bisogno di verità e giustizia.
Il suo ricordo di una sorella felice che contrasta con l’atrocità subita
Il racconto di Leon getta un’ombra ancora più cupa sulla tragedia. L’ultima volta che ha visto la sorella è stato domenica 23 marzo, durante una visita a Terni. In quel momento, nulla lasciava presagire l’orrore che si sarebbe consumato di lì a poco.
Ilaria secondo le ricostruzioni fornite, sembrava tranquilla, serena, e non aveva confidato al fratello alcun problema o preoccupazione: un ricordo di una normalità spezzata brutalmente che amplifica il dolore e l’incredulità di Leon, che si interroga con angoscia su cosa possa aver scatenato una tale furia omicida.
Un ulteriore elemento di inquietudine poi, sarebbe emerso dal dubbio che i messaggi ricevuti da Ilaria dopo l’ultimo incontro non siano stati scritti dalla 22enne.
Un amore finito nel sangue
Il fratello di Ilaria poi, conosceva l’ex fidanzato della sorella e la loro relazione durata circa un anno, che si era conclusa. Un legame che, evidentemente, agli occhi del fratello, non aveva mai destato particolari preoccupazioni.
In questa fase di indagini preliminari, l’uomo è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva.