La Città del Rugby di Spinaceto, un ambizioso progetto sportivo avviato nel lontano 1995 con l’obiettivo di rilanciare lo sport nel quadrante sud di Roma, si è tristemente trasformata in un emblematico esempio di abbandono e fallimento delle promesse urbanistiche.
Città del Rugby di Spinaceto a rischio incendio: nella struttura sportiva “residence” del crimine e dei senzatetto, fornelli e fiamme libere
Situato in via Renzini, a ridosso della via Pontina e all’interno di un’area che avrebbe dovuto rappresentare un “punto verde qualità” per la Capitale, a poca distanza dalle case e da due scuole, il Liceo Classico Plauto e la Scuola Media Umberto Nistri, il polo sportivo, secondo il cronoprogramma dei lavori, iniziati nel 1995, doveva entrare in funzione nel 2004.
Mentre la maxi struttura, costata oltre 32 milioni di euro si ferma alla realizzazione di un campo da rugby e un enorme edificio in cemento di due piani, che restano inutilizzati da chi ne aveva diritto, per diventare nel giro di poco tempo, uno spazio “abitativo” ostaggio di occupanti abusivi, ancora a rischio incendio dopo il rogo esploso il 23 maggio del 2024, e terreno fertile per la criminalità.
Nel “residence” abusivo anche allacci illegali alla corrente
L’imponente struttura in cemento, che avrebbe dovuto ospitare un campo da rugby, una pista di pattinaggio sul ghiaccio e tre piscine, è stata trasformata infatti in un residence abusivo, con attività illecite in realtà non troppo nascoste.
Al primo blitz delle forze dell’ordine, si sollevò il coperchio di una situazione criminale ormai avviata, tra occupanti abusivi, degrado, siringhe, materassi e strutture vandalizzate. Una condizione che ogni giorno che passa si aggrava di più e consolida invece, la possibilità illecita si realizzarvi abitazioni di fortuna, complete di cucine improvvisate con fornelletti elettrici, pentolame, cibo, letti e vestiti.
Un degrado, che rappresenta anche un costante pericolo di incendio per la struttura stessa e per le aree circostanti, data la precarietà degli impianti e l’utilizzo di fiamme libere per cucinare o riscaldarsi, a cui si aggiungono ingegnosi sistemi per rubare l’energia elettrica, all’interno di un bene pubblico.
Un fortino per la criminalità e un teatro di violenza
L’abbandono della Città del Rugby non ha solo attratto persone in cerca di un riparo di fortuna, ma ha anche creato un ambiente ideale per la criminalità. Le mura fatiscenti e l’isolamento della struttura hanno offerto e offrono ancora, anche un nascondiglio sicuro per attività illecite che hanno trasformato l’ex polo sportivo in un vero e proprio fortino per i traffici illegali.
A testimoniare la gravità della situazione, all’interno della struttura si è consumato anche un tragico omicidio. Nell’ottobre del 2023, un uomo rumeno di 56 anni, è stato brutalmente picchiato a morte, nel corso di una rissa all’interno dell’impianto. L’uomo fu trasportato in condizioni critiche all’ospedale Sant’Eugenio, ma morì poco dopo.
Da promessa sportiva a fortino per senzatetto e criminalità: eppure nessuno provvede a sgomberarla
Nonostante la presenza di cartelli che avvertono del divieto di occupazione e della conseguente denuncia, gli sgomberi tanto sperati dai residenti della zona non sono più arrivati.
La comunità locale è ormai esasperata da una situazione che si aggrava di giorno in giorno, con un aumento del senso di insicurezza e la percezione di vivere in un’area abbandonata dalle istituzioni a due passi da un “Museo degli orrori”, dove addirittura i commercianti hanno dovuto rimuovere i vasi, che erano diventati il nascondiglio della droga, per non rischiare di diventare complici loro malgrado del crimine.
Le denunce del Comitato di Quartiere Tor de Cenci/Spinaceto/Tre Pini/Casal Brunori si susseguono da oltre dieci anni, documentando il progressivo deterioramento della struttura e l’aumento dei problemi di sicurezza.
La nuova speranza di un intervento per la rinascita del polo sportivo
Recentemente, una commissione parlamentare ha visitato il sito, prendendo atto della necessità di un intervento per risolvere la situazione:
“Abbiamo accolto positivamente l’attenzione del Governo, in particolare del Ministero dello Sport, ma ora attendiamo con ansia che le intenzioni si traducano in azioni concrete. L’auspicio è che questo luogo, simbolo di degrado e spreco, possa finalmente rinascere e diventare un esempio positivo di riqualificazione urbana, soprattutto mantenendo la destinazione d’uso sportiva” – conclude il CdQ Tor de Cenci/Spinaceto/Tre Pini/Casal Brunori.