Una violenta rissa scoppiata nella notte a Torre Angela, Roma, ha lasciato un giovane di 21 anni ferito da una coltellata. L’episodio si è verificato intorno alle quattro in via di Torrenova, teatro di un acceso scontro tra due gruppi di persone. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, la lite avrebbe coinvolto tre individui di origine nordafricana e due italiani.
La rissa scoppiata tra italiani e nordafricani, ricoverato in codice rosso uno dei ragazzi
Nel culmine della rissa, uno dei nordafricani ha estratto un coltello, colpendo il 21enne al braccio e all’addome. Nonostante la gravità delle ferite, inferte all’addome e a un braccio, il giovane è stato abbandonato in strada.
Solo successivamente dei passanti hanno avvertito il 112 permettendo che venisse trasportato d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Tor Vergata, dove i medici lo hanno stabilizzato. Le sue condizioni non desterebbero comunque forte preoccupazione: il ventunenne non sarebbe in pericolo di vita.
All’arrivo delle forze dell’ordine, tutti i partecipanti alla rissa si erano già dileguati, facendo perdere le proprie tracce. Le indagini sono state affidate agli agenti del distretto Casilino e della Squadra Mobile di Roma, che stanno lavorando per identificare i responsabili e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Gli investigatori stanno vagliando le testimonianze raccolte sul posto e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, nella speranza di ottenere elementi utili per fare luce su questa vicenda e assicurare i colpevoli alla giustizia.
L’agguato al semaforo
Intanto la Squadra Mobile ha risolto un altro caso: è stato arrestato uno dei due uomini che il 30 gennaio hanno sparato nel traffico a un 35enne al volante della sua Panda a Tor Bella Monaca. I colpi appena si è fermato al semaforo.
A finire in manette un trentenne tunisino, pugile professionista. All’appello ora manca il complice e il mandante. All’arrestato è stato contestato il tentato omicidio, il tentato sequestro di persona e il porto abusivo di arma da fuoco, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso.


















