Nel pomeriggio di oggi, Papa Francesco ha avuto “una crisi isolata di broncospasmo” che ha “determinato un episodio di vomito, con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio”. A dare la notizia, purtroppo non rassicurante, sulle condizioni di salute del Papa è il bollettino serale, giunto dalla Santa Sede.
Brusco peggioramento della salute del Papa, ha avuto un brancospasmo
“Il Santo Padre nel primo pomeriggio di oggi, dopo una mattinata trascorsa alternando la fisioterapia respiratoria alla preghiera in cappella, ha presentato una crisi isolata di broncospasmo che ha, tuttavia, determinato un episodio di vomito con inalazione e repentino peggioramento del quadro respiratorio“. Lo fa sapere il Vaticano aggiornando sulle condizioni di salute del Papa.
“Il Santo Padre è stato prontamente broncoaspirato ed ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi. Il Santo Padre è sempre rimasto vigile e orientato, collaborando alle manovre terapeutiche. La prognosi permane pertanto ancora riservata“, fa sapere il bollettino medico. In mattinata Francesco ha ricevuto l’Eucarestia.
24-48 ore per capire se le condizioni di Francesco sono cambiate
Le notizie del bollettino di oggi – cui fonti della Santa Sede aggiungono, come nota, che occorreranno “24-48 ore” per capire se ci sia un effettivo peggioramento – arrivano dopo che nei giorni scorsi, dal Gemelli, era trapelato un po’ di ottimismo.
Necessaria la ventilazione meccanica, che cos’è
Per il Papa è stata necessaria la ventilazione meccanica. A spiegare di cosa si tratta Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e presidente dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri.
“Nella gestione dell’insufficienza respiratoria, la ventilazione non invasiva è un ulteriore passo in alto nel trattamento – chiarisce Micheletto – Nel senso che prima si fa l’ossigeno, quando c’è carenza di ossigeno. Poi, quando non basta, si passa alla ventilazione meccanica non invasiva, metodica diventata tristemente nota durante il Covid: è un supporto ventilatorio, una ventilazione senza intubazione“.
“Questa forma non invasiva garantisce un supporto non solo di ossigeno, ma soprattutto pressorio, cioè tramite il ventilatore viene garantito un supporto di pressione per tenere aperti bronchi e bronchioli e quindi favorire ulteriormente gli scambi“. La necessità di tale supporto indicherebbe “una gravità ulteriore rispetto alla sola necessità dell’ossigeno”.
La consulenza al famoso peumologo è stata richiesta da Adnkronos Salute alla luce del repentino peggioramento del quadro respiratorio del Papa.
Sembra dunque esserci stata “un’ingestione – analizza Micheletto – quella che noi con un termine tecnico chiamiamo ‘ab ingestis’, dal latino: materiale alimentare che passa dalle vie digestive a quelle respiratorie. E’ un evento che può essere anche acuto”. Il Papa, sempre secondo l’aggiornamento di stasera, è stato broncoaspirato.
Questo significa – spiega l’esperto – che “si fa una broncoscopia, direttamente, per aspirare il materiale. La cosa più importante è tirarlo via, ma questo materiale comunque irrita, infiamma, determina un peggioramento del quadro, che probabilmente è stato recuperato con l’ossigeno e con la ventilazione“.
IN AGGIORNAMENTO


















