Incendio e disordini nel Carcere di Velletri: situazione esplosiva con tre piani dichiarati inagibili

Bilancio disastroso dopo la rivolta nel carcere. Sindacati: "Tre piani inagibili ma i detenuti restano dentro. La polizia lavora in ambienti insicuri"

Nella foto la casa circondariale di Velletri - immagine d'archivio

Lo scorso 28 luglio nel Carcere di Velletri esplosero all’improvviso momenti di alta tensione all’interno del reparto D dell’istituto penitenziario, quando i detenuto in rivolta si rifiutarono di entrare nelle celle, distruggendo le telecamere di sorveglianza e dando fuoco ai materassi.

Alla fine dell’incendio e dell’intervento delle Forze dell’ordine, che per domare la rivolta richiesero il supporto dei Carabinieri e degli uomini delle Polizia di Stato, tre piani vennero dichiarati inagibili. Una situazione già al limite per sovraffollamento, è diventata esplosiva per la Polizia Penitenziaria, che da allora lavora in ambienti insicuri.

Bilancio disastroso dopo la rivolta nel carcere. Sindacati: “Tre piani inagibili ma i detenuti restano dentro. La polizia lavora in ambienti insicuri”

E’ pesante il bilancio dei danni rilevati nel Carcere di Velletri, dopo la rivolta dei detenuti che lo scorso 28 luglio, mandò in pezzi l’impianto della telecamere di videosorveglianza, e in cenere diversi ambienti per il rogo scatenato dando fuoco ai materassi.

A distanza di qualche giorno da quel disastro, il 5 agosto scorso, l’esito del sopralluogo del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, ha poi rivelato una situazione peggiore del previsto, dichiarando formalmente la totale inagibilità di tre piani del Reparto D.

Nella Casa circondariale di Velletri però, l’unica cosa invariata è il numero di detenuti che sono ora compressi in una condizione da bomba ad orologeria, dove la polizia penitenziaria è costretta a lavorare nella totale insicurezza.

A sollevare il problema è la Federazione Nazionale Sicurezza, sindacato di polizia penitenziaria, Fns Cisl Lazio: “Registriamo purtroppo che seppur tre sezioni sono dichiarate inagibili, tutto o quasi resta al suo posto. Lo sfollamento previsto dovrebbe vedere un numero di circa 160 detenuti, ma attualmente sul distretto Lazio, Abruzzo e Molise c’è una presenza di oltre 9mila detenuti, che ne impedisce il repentino spostamento”

Quanto è certo invece, è che la polizia penitenziaria è costretta a lavorare in ambienti insicuri a cui si aggiunge la carenza di personale nell’istituto penitenziario:

Una carenza di personale di Polizia Penitenziaria a Velletri che attualmente è pari a meno cento unità, rispetto a quelle che previste per l’organico. Mentre le condizioni di lavoro del personale non si parla: condizioni estreme che chiamano in causa l’intera organizzazione del sistema carcerario italiano. E ciò che manca a coloro che devono controllare e dirigere la vita carceraria è la sicurezza e il benessere organizzativo, che appare come una chimera” conclude Fns Cisl Lazio.