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Scandalo a Ostia: crollano le ringhiere, inquilini prigionieri in casa (VIDEO)

Ringhiere piovono come coriandoli dalle palazzine comunali del Lido di ponente

Via Enea Picchio come i quartieri bombardati di un’ipotetica linea del fronte. Ma anche se a Nuova Ostia non volano schegge di granata, dai balconi delle case di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) che il Comune di Roma Capitale ha preso in affitto dagli eredi del costruttore Armellini, piovono ringhiere.

Ringhiere piovono come coriandoli dalle palazzine comunali del Lido di ponente

Si tratta di diversi fabbricati in cui la costante erosione accelerata dall’aria salmastra del mare sta letteralmente sbriciolando cemento e strutture di sostegno di parapetti installati nel 2006 e pericolosamente affacciati sulla strada.

L’ultimo schianto, con il conseguente intervento di emergenza effettuato dai vigili del fuoco, porta data di oggi, giovedì 30 maggio.

Tramite un’autoscala la squadra di soccorso ha raggiunto il quarto piano di uno degli stabili rimasto senza ringhiera per metterlo in sicurezza. Oltre a generare paura il fenomeno, sta scatenando l’indignazione crescente degli inquilini perché, se è certa la data dei crolli, altrettanto non si può dire per quella delle riparazioni, come dimostra il fatto che, in un edificio situato accanto a quello ispezionato dai pompieri, il parapetto caduto sei anni fa, non è mai stato rimpiazzato.

Per non dire di chi è dovuto ricorrere al “fai da te”, assicurando con sagole e corde la ringhiera pericolante del proprio terrazzo.

Insomma una situazione degna di un romanzo di Kafka, per restare sul piano del sarcasmo senza scendere su quello della denuncia nei confronti di chi dovrebbe provvedere e invece lascia che tutto caschi a pezzi, forse in attesa di una vera e propria tragedia.

Non c’è dubbio che, al momento e con il caldo dell’estate che avanza, l’unica possibilità per i residenti delle case Erp di via Enea Picchio è di  tapparsi in casa tenendo ben chiuse le finestre, per evitare qualsiasi rischio derivante dall’inagibilità dei balconi con le conseguenze che è facile immaginare soprattutto per chi ha dei bambini e per le persone anziane, destinate a restare relegate in casa a tempo indeterminato.