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Ostia, il ministro all’Istruzione abbraccia la maestra aggredita da donna del clan Spada: “Lo Stato c’è ” (VIDEO)

Violenza inammissibile, il ministro porta solidarietà alla scuola teatro dell'aggressione

Solidarietà ma anche empatia. Sono i sentimenti espressi dal ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, durante la visita alla scuola media di Nuova Ostia dove, una delle insegnanti era stata aggredita da una mamma appartenente clan Spada che l’accusava di aver rimproverato il figlio.

Violenza inammissibile, il ministro porta solidarietà alla scuola teatro dell’aggressione

La maestra, preoccupata ha fatto il suo dovere la violenza non è ammessa“, ha detto tra l’altro il ministro durante l’incontro con gli insegnanti e gli allievi dell’istituto comprensivo teatro della vicenda.

Il sopralluogo è avvenuto questa mattina, mercoledì 15 maggio, nell’istituto scolastico salito alla ribalta delle cronache dopo che una delle maestre era stata aggredita da una madre appartenente al clan della famiglia Spada per un rimprovero nei confronti di suo figlio.

Per l’insegnante il ragazzino aveva attuato comportamenti segnati da bullismo e da atteggiamenti inaccettabili nei confronti di un compagno di classe (leggi qui).

Valditara ha auspicato, tra l’altro, una rapida approvazione da parte della Camera dei deputati del disegno di legge sull’inasprimento delle misure previste nei confronti degli studenti che tengano una cattiva condotta a scuola.

Il provvedimento -ha precisato il ministro- introduce il diritto al risarcimento del danno a carico del genitore che aggredisce un docente o altro personale scolastico. Un diritto che scatta anche a vantaggio dell’istituto teatro di comportamenti illeciti e nei cui confronti si configura un evidente danno d’immagine“.

Il titolare del dicastero dell’Istruzione e del merito ha poi avuto un confronto privato anche con il preside della scuola di Ostia. Riunione ristretta in cui è stata passata, tra l’altro, al vaglio la dinamica dell’accaduto.

L’aggressione era avvenuta il 7 maggio scorso all’interno del cortile della scuola, mentre la docente stava uscendo per fare ritorno a casa.

Stando a quanto riferito dai alcuni colleghi e da altri genitori che stavano prendendo i propri figli a scuola, il blitz dell’autrice dell’aggressione era scattato all’improvviso, con tanto di grida di ira e di percosse ai danni della maestra che aveva poi rifiutato le cure offerte dall’equipaggio di un’ambulanza del 118 giunta sul posto.

L’accaduto era stato censurato da diversi esponenti del mondo politico e istituzionale che, al pari di altri giornalisti e intellettuali, avevano pubblicamente espresso la loro vicinanza all’insegnante, ma aveva anche scatenato una polemica a livello locale.

La querelle era partita dai banchi della Lega per un attacco sferrato dalla consigliera di opposizione Monica Picca nei confronti del presidente del X Municipio Mario Falconi.

A giudizio del capogruppo della Lega Salvini, il minisindaco avrebbe dovuto dimettersi dopo aver minimizzato l’accaduto sottolineando, tra l’altro, che Ostia non poteva essere considerata alla stessa stregua di Caivano.

Alle accuse Falconi, medico di professione, aveva replicato con sdegno ricordando di essere cresciuto in una caserma dei carabinieri e di aver fatto della legalità un principio fondante del proprio codice etico (leggi qui).

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