Apertura

Ostia, solidarietà alla maestra aggredita dalla donna del clan: “Il minisindaco silenzia il caso”

Scontro sulla solidarietà dopo il caso di Nuova Ostia. E il ministro annuncia la visita alla scuola

Diventa un caso politico sul litorale la vicenda della maestra dell’istituto comprensivo Amendola Guttuso di via dell’Idroscalo a Ostia, aggredita da una donna appartenente al clan degli Spada dopo averne rimproverato il figlio per atteggiamenti di bullismo nei confronti dei compagni di classe (leggi qui).

Scontro sulla solidarietà alla maestra dopo il caso di Nuova Ostia. E il ministro annuncia la visita alla scuola

La querelle parte dai banchi della Lega e, in particolare, da un attacco sferrato dalla consigliera di opposizione Monica Picca al presidente del X Municipio Mario Falconi.

A giudizio del capogruppo della Lega Salvini, mentre l’episodio suscitava scandalo e dichiarazioni di pieno sostegno all’insegnante, Falconi si sarebbe defilato assumendo atteggiamenti addirittura omertosi su una vicenda che ha avuto risonanza a livello nazionale. “Ci ha invitato a tacere sul fatto accaduto -sottolinea Picca in una nota- invitandoci a non fare propaganda elettorale sulla vicenda di due giorni fa. In un municipio commissariato per mafia non si può dire di tacere di fronte a una cosa del genere, anche perché lo Stato deve essere presente stando vicino alle istituzioni scolastiche dicendo che a denunciare non si è soli. E invece lui ci ha detto esattamente il contrario, noi dobbiamo stare vicino alla maestra e al preside, la maestra ha paura e quindi” non abbiamo necessità di “fare marchette elettorali”.

Il riferimento è anche all’obbligo di silenzio elettorale che scatta un mese prima della convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del parlamento europeo in programma dal 6 al 9 giugno. “Al di là del fatto che in Consiglio municipale non c’è alcun candidato alle europee -incalza Piccaio mi sono molto risentita perché se si è silenti, si è omertosi, e se si è omertosi si è mafiosi – ha sottolineato – e in un territorio come il nostro quando uno Spada aggredisce una maestra non si può rimanere in silenzio. È molto pericoloso. Quello che ha detto il presidente del Municipio è molto grave, ci ha chiesto di essere omertosi e a questo punto dovrebbe dimettersi”.

La replica del presidente Mario Falconi

Ci sono le elezioni europee e purtroppo il livello della politica, in ambito locale e nazionale è molto banale per non dire molto basso” dice Falconi a canaledieci.it. “Posso solo dire che della legalità ho fatto il mio principio cardine. Sono nato e cresciuto in una caserma dei carabinieri e mi viene anche difficile rispondere a chi fa strumentalizzazioni di basso profilo e che mi ripugnano. Ma questa è l’Italia di oggi. Pago forse il fatto di non essermi schierato e di non avere ambizioni politiche, ma di aver accettato la mia candidatura per dare una mano al territorio. Per il resto parlano la mia storia e il mio impegno professionale. Questo territorio si è molto emancipato nel corso degli anni e che non ci sia più la malavita non lo dirò mai. Nel 1972, quando ero un giovane medico, facevo le visite a domicilio nel quartiere di Nuova Ostia e ricordo che entrai in una casa per visitare una signora. Il marito, quasi alterato, mi chiese: ‘ma dottore dove ha lasciato la macchina?’. Gli risposi, sotto casa. Si precipitò dabbasso per sorvegliare l’auto temendo che me la rubassero da un momento all’altro”.

Voglio dire -aggiunge Falconi- che non siamo più a quei livelli anche se non bisogna mai abbassare la guardia su mafia, n’drangheta, camorra e criminalità organizzata. Se ciò non bastasse ricordo che nei giorni scorsi, dopo un anno e mezzo di battaglie, sono riuscito a far abbattere una casa in via di San Candido di proprietà di una persona chiacchierata ma che abbiamo rimosso ugualmente perché, ingombrando la sede stradale, costringeva gli abitanti a un passaggio con senso unico alternato. Non temo attacchi di alcun genere, semmai ho il rammarico di aver sacrificato gli affetti famigliari e la moglie che ho perso da poco per cercare di aiutare questo territorio accettando un ruolo che non ho cercato”.

Oggi in consiglio -aggiunge Falconi- ho semplicemente chiesto di evitare strumentalizzazioni, così come mi hanno chiesto anche gli insegnanti della scuola di Nuova Ostia che ho incontrato limitandomi a riportare anche la loro preghiera di non alzare i toni. Il che non significa abbassare la guardia contro la criminalità organizzata, ma di lasciarli lavorare per il bene di tutte le bambine e i bambini che lo frequentano. Hanno accettato l’invito a partecipare a un incontro con il consiglio, ma più avanti. Ho percepito la presenza di un corpo docente che sente una missione da compiere. Una missione che è anche la mia, contro chi vuole fare della prepotenza il modo di gestire e di vivere in questa realtà ancora difficile e contraddittoria. E non è un caso -conclude il minisindaco- se mi hanno già detto che sono in pericolo e sarebbe meglio andassi in giro sotto scorta”.

Il ministro dell’Istruzione Valditara andrà in visita alla scuola dove è avvenuta l’aggressione

Anche il governo ha preso posizione sulla vicenda dell’aggressione di Ostia. “Quello che è accaduto ieri è molto inquietante e io la prossima settimana sarò in quella scuola a portare la mia solidarietà a quell’insegnante”.  Ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Credo dobbiamo dare una testimonianza forte di presenza dello Stato, di vicinanza dello Stato a tutti gli insegnanti e soprattutto dire netto e chiaro che nessuna intimidazione mafiosa, politica o di altro genere potrà impedire agli insegnanti italiani e alla scuola italiana di fare il mestiere più bello del mondo”.

Ieri -ha proseguito Valditara- ho parlato con la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, mi ha detto che nella scuola c’è molta apprensione, mi hanno testimoniato che c’è anche timore. È grave che in una scuola, oggi degli insegnanti e un intero istituto scolastico debbano avere paura e che ci sia qualcuno che si possa permettere di aggredire una maestra recuperando slogan del passato come ‘lei non sa chi sono io’.

Solidarietà all’insegnante aggredita dalla donna appartenente al clan Spada è arrivata anche dal presidente della Giunta della Regione Lazio, Francesco Rocca che ha affermato di essere pronto a recarsi all’istituto Guttuso insieme al ministro dell’Istruzione per ribadire la “condanna a un gesto vile e violento, che condanno categoricamente perché nessuno dovrebbe mai sentirsi minacciato o attaccato nel proprio luogo di lavoro soprattutto se quel posto è un luogo di cultura. Sarò lì per esprimere vicinanza anche agli alunni e ai loro genitori considerando l’allarme, i timori e l’apprensione che l’accaduto ha generato in tutta la comunità”.

Se vuoi approfondire questi argomenti clicca sulle parole chiave colorate in arancione all’interno di questo articolo e accedi alla banca dati di canaledieci.it.