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Madonna di Trevignano, sequestrato il campo dei miracoli

Madonna di Trevignano, dopo la scomunica di Gisella Cardia arriva il sequestro per il campo dei miracoli

Dopo la scomunica della santona, il sequestro del campo dei miracoli. Al campo delle Rose, luogo delle presunte apparizioni della Madonna di Trevignano, sono scattati i sigilli. Gli ultimi fedelissimi della presunta veggente di Gisella Cardia sono rimasti così senza un luogo di preghiera.

Madonna di Trevignano, dopo la scomunica di Gisella Cardia arriva il sequestro per il campo dei miracoli

Per l’area dove ogni 3 del mese la santona – ritenuta dalla Chiesa non credibile –  radunava i suoi adepti sono scattati i sigilli dei vigili urbani del Comune di Trevignano.

La decisione è arrivato dopo le ultime verifiche dei tecnici comunali che avevano diffidato l’associazione Madonna di Trevignano per una serie di violazioni sull’area, un terreno agricolo trasformato, senza autorizzazioni, in un luogo di culto.

Il sequestro del campo dei miracoli, sollecitato da tempo anche dal Comitato per la legalità composto dai residenti, arriva a un mese e mezzo della scomunica della veggente, che lo scorso 3 aprile, per questo motivo, non si è presentata al tradizionale raduno.

La scomunica

La scomunica risale ai primi marzo quando il vescovo di Civita Castellana ha reso noto l’esito del lavoro della commissione diocesana dichiarando non soprannaturali gli episodi miracolosi vantati da Gisella Cardia.

Dopo un congruo periodo di attento discernimento – si legge nel documento firmato dal vescovo Marco Salvie ascoltate le testimonianze provenienti dal territorio e avvalendosi di una Commissione di esperti formata da un mariologo, un teologo, un canonista, uno psicologo e della consulenza esterna di alcuni specialisti, considerata la figura di Maria nella tradizione della Chiesa e nella viva fede de popolo di Dio, la diocesi ha decretato la non soprannaturalità dei fatti in questione (Constat de non supernaturalitate)”.

Le lacrime di sangue della Madonna di Trevignano

Il sequestro, comunque, era già nell’aria. Il 3 aprile infatti l’amministrazione di Trevignano aveva girato una nota sui presunti abusi anticipando possibili interventi: “Il personale incaricato, come prescrive la giurisprudenza, ha operato per raccogliere tutti gli elementi necessari per poter certificare la modifica di destinazione d’uso dell’area integrata da manifestazioni di culto in zona agricola, accertando altresì la sussistenza di un maggiore carico urbanistico non consentito (affollamento, traffico, ecc).

A seguito della verifica effettuata, dunque, gli uffici procederanno nel brevissimo tempo nel diffidare l’associazione e i proprietari dell’area in questione, che così come hanno rimosso le opere abusive, dovranno interrompere ogni attività non idonea alla destinazione prevista.

In difetto, la violazione della diffida e della relativa ordinanza che sarà emessa a strettissimo giro, la legge prevede l’acquisizione a patrimonio del Comune delle relative aree”.

Ora manca l’ultimo tassello: l’acquisizione a patrimonio comunale.