Apertura

Ostia, pronto il piano della Regione Lazio per ricostruire con la sabbia le spiagge erose

La Regione Lazio insiste su un progetto di lotta all’erosione che si è rivelato fallimentare: pronto il progetto per il rilascio a riva di 190mila metri cubi di sabbia

Il 21 marzo scadrà il termine ultimo per le ditte per presentare le offerte economiche. Da quel giorno, se non ci saranno intoppi, inizierà il conto alla rovescia in attesa dei lavori di ricostruzione delle spiagge di Ostia mediante rilascio di circa 190mila metri cubi di sabbia sulle rive di Ostia Ponente e immediatamente a levante del Canale dei Pescatori.

La Regione Lazio insiste su un progetto di lotta all’erosione che si è rivelato fallimentare: pronto il progetto per il rilascio a riva di 190mila metri cubi di sabbia

La Regione Lazio ha dato il via al “Ripascimento di un tratto di litorale di Ostia levante nel Municipio X di Roma Capitale”: dotazione economica di 4,988 milioni di euro per l’intero progetto, costo previsto per il solo ripascimento 4,2 milioni. Per i non avvezzi ai termini tecnici, chiariamo subito che per “ripascimento” si intende la tecnica di ricostruzione della spiaggia attraverso il posizionamento a riva di sabbie provenienti da giacimenti che possono essere marini (le cosiddette secche) oppure terrestri (le cave).

Nel caso di Ostia, i giacimenti dove verranno prelevate le sabbie si trovano alla foce del Tevere a Fiumara Grande (43.300 mc), dai fondali del Porto di Ostia (109.900 mc) e dalla foce del Canale dei Pescatori (40.408 mc). Le sabbie provenienti dalla foce del Tevere dovevano essere molte di più (70mila mc) ma un’indagine magnetometrica ha rilevato la presenza probabile di ordigni bellici e quindi troppo rischioso prelevare una quantità maggiore di rena da quella zona.

Dove saranno pompate le sabbie prelevate dai fondali? Il progetto redatto dalla Regione Lazio prevede di spostare sulle spiagge di Ostia Ponente circa 35.471 mc di rena, di rilasciare circa 134.132 mc nel tratto di spiaggia compreso fra gli stabilimenti Pinetina e Shilling e 20.265 mc nel tratto fronte stabilimento La Vecchia Pineta.

Lavori pagati due volte?

E’ singolare costatare che per un’operazione che l’amministrazione del porto svolge gratuitamente da diversi anni a vantaggio della comunità, ovvero riversare le sabbie che ingombrano la bocca dell’approdo e mettere in sicurezza la navigazione, adesso la Regione Lazio debba spendere non pochi soldi. Stessa considerazione per ciò che succede al Canale dei Pescatori: il Campidoglio ha annunciato l’avvio del dragaggio del corso d’acqua per una spesa di 30mila euro. Non si parlano forse i due enti oppure si pagano due volte gli stessi lavori?

Peraltro, prima di poter disporre il prelievo con successivo rilascio delle sabbie dai fondali, sarà indispensabile effettuare l’analisi dei sedimenti e accertarsi che non contengano inquinanti per non pregiudicare la qualità delle acque per la balneazione e la sopravvivenza della fauna bentonica, fonte di lavoro per i pescatori locali.

Costi e risultati

C’è poi un altro aspetto. Nel 2012 la Regione Lazio effettuò un lavoro praticamente sovrapponibile per tecnica e per posizione costiera, quella di Ostia levante. In quel caso l’intervento richiese 6,4 milioni di spesa per il riversamento di 400mila metri cubi di sabbia: costo di circa 16 euro per metro cubo contro i 22 euro di oggi. Eppure dodici anni fa la sabbia venne prelevata a largo di Anzio e riversata a Ostia con importanti costi di trasporto. Oggi si sposta da un massimo di tre km di distanza.

Purtroppo l’esito prevedibile di quell’operazione fu disastroso: come raccontano le cronache dell’epoca, nel giro di un paio di mesi e di due mareggiate, la sabbia sparì tutta dalla spiaggia. E’ comprovato, infatti, come dimostrano i lavori effettuati nel 1989 tra Pontile e Canale dei Pescatori, che senza una scogliera di contenimento le sabbie vengono risucchiate dalle mareggiate con benefici pressochè inconsistenti nella lotta all’erosione.