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Elia 17Baby, confermati i 10 anni di carcere. Il trapper romano accoltellò un 36enne in Sardegna

Per il trapper confermata anche una provvisionale di 100mila euro: la vittima relegata sulla sedia a rotelle

La Corte d’appello di Sassari ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per il trapper  romano Elia Di Genova, alias Elia 17Baby, ritenuto colpevole di tentato omicidio per aver accoltellato alla schiena il 36enne Fabio Piu, il 14 agosto 2022 nella spiaggia di Marinella, a Porto Rotondo.

Per il trapper confermata anche una provvisionale di 100mila euro: la vittima relegata sulla sedia a rotelle

I giudici hanno emesso la sentenza nel primo pomeriggio di oggi, 6 febbraio, dopo due ore di camera di consiglio. I difensori – gli avvocati Pietro e Gian Maria Nicotera- già pensano alla Cassazione.

Confermata anche una provvisionale di 100 mila euro alla vittima a titolo di risarcimento del danno. Applicata per l’imputato anche la misura della libertà vigilata per 3 anni.

Il 12 giugno 2023 il tribunale di Tempio Pausania aveva condannato il trapper alla stessa pena, 10 anni di reclusione, con rito abbreviato, due anni in più rispetto a quanto aveva chiesto il pm.

Il danno alla spina dorsale

Fabio Piu, di professione guardia giurata, da quella notte del 14 agosto del 2022, vive in sedia a rotelle a causa delle lesioni alla spina dorsale.

Dal giorno della pugnalata alla schiena, Piu non cammina più autonomamente e ha affrontato una lunga terapia di riabilitazione. I medici che lo hanno in cura non escludono però che la funzionalità di uno dei due arti inferiori resti compromessa per sempre, costringendo il giovane a passare il resto della sua vita in sedia a rotelle.

La difesa

Gli avvocati Pietro e Gian Maria Nicotera, che assistono il trapper, annunciano che ricorreranno in Cassazione ritenendo la sentenza ingiustamente punitiva perché “non terrebbe conto di elementi emergenti dai fatti totalmente contrastanti con la tesi accusatoria. È un processo indiziario e come tale soggetto a opinioni diverse.

Purtroppo qui in Sardegna il caso sin dall’inizio è stato usato come un monito per tutti coloro che d’estate affollano l’isola facendo leva sulla notorietà mediatica del Di Genova Elia”.

I domiciliari violati

Per il trapper romano lo scorso settembre si sono riaperte le porte del carcere dopo che aveva violato le prescrizioni degli arresti domiciliari. Non era rientrato in orario nella sua abitazione romana dove stava scontando i domiciliari durante un permesso settimanale di due ore che gli era stato appena concesso. Il giudice lo definì: “Spregiudicato”

A pesare sulla decisione anche gli sbeffeggiamenti che Elia 17 Baby aveva riservato alla vittima subito dopo la condanna. “Ho preso 10 anni e rido, te piangi”.