Giallo della donna di Cerveteri accoltellata in autostrada: fermato l’ex marito

Fermato l'uomo che a Santo Stefano ha accoltellato in una stazione di servizio una donna residente in Lombardia ma che aveva passato il Natale dai parenti, a Cerveteri

Foto di archivio

Arriva a un primo, importantissimo punto di svolta, uno degli ultimi e più misteriosi agguati che hanno recentemente funestato le recenti festività, quando a Santo Stefano, il 26 dicembre, un’insegnante originaria di Cerveteri è stata accoltellata da un ignoto che l’aveva aggredita mentre la sua macchina era parcheggiata in un’area di sosta sulla A1.

Fermato l’uomo che a Santo Stefano ha accoltellato in una stazione di servizio una donna residente in Lombardia ma che aveva passato il Natale dai parenti, a Cerveteri

Difatti quest’oggi, 10 gennaio, un uomo è stato arrestato dagli inquirenti perchè ritenuto gravemente sospettato d’aver assalito la professoressa 58enne, sua ex moglie, all’interno dell’area di servizio toscana di Campi Bisenzio, lungo la A1 (in provincia di Firenze), diretta verso la provincia di Milano, dove lavorava.

L’insegnante di 58 anni venne aggredita mentre era in sosta in un autogrill di Campi Bisenzio il giorno di Santo Stefano di ritorno da un incontro con dei parenti di Cerveteri, mentre le figlie erano entrate in un autogrill per comprare da mangiare.

L’ex marito è stato dunque messo in stato di fermo quest’oggi, dopo essersi però fatto rintracciare, dopo un iniziale periodo nel quale era irreperibile, affermando che il giorno dell’accoltellamento alla coscia dell’ex moglie, si trovava da tutt’altra parte, a Udine, difendendosi e rigettando ogni accusa, fino alla decisione odierna.

La Polizia Stradale, la Procura e i poliziotti della squadra mobile fiorentina hanno approfondito le indagini analizzando la targa dell’auto sulla quale l’accoltellatore era poi scappato via, decidendo per il fermo dell’ex marito, pista mai del tutto abbandonata.

Come sempre ricordiamo ai nostri lettori che tutti gli indagati, fermati, sospettati o arrestati sono sempre da ritenersi come presunti innocenti fino ad una definitiva sentenza irrevocabile di condanna ai loro danni, con le prove che si formeranno nel corso dei vari gradi del processo.

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