Apertura

Fiumicino: ad Aranova il Terzo Memorial di calcio in ricordo dei fratelli Scisciola

Grande kermesse dedicata al calcio giovanile nel Terzo Memorial organizzato con la collaborazione di due vecchie glorie della Roma

Stefano D’Aversa, classe 1956 è un libro aperto. Non ama parlare di calcio ma il calcio ce l’ha da sempre nel cuore e con Claudio Del Ciello, anche lui ex giocatore della Roma, sta dando un contributo decisivo all’organizzazione del Terzo Memorial dedicato ai fratelli Marco e Carlo Scisciola che si terrà presso il centro sportivo Le Muracciole in via Galtelli, nella frazione del Comune di Fiumicino, venerdì 22 e sabato 23 dicembre prossimi.

Grande kermesse dedicata al calcio giovanile nel Terzo Memorial organizzato con la collaborazione di due vecchie glorie della Roma

Questa nuova edizione si arricchisce della presenza di tante società professionistiche. E non poteva essere diversamente perché Stefano D’Aversa, nato nella “clinichetta” di Ostia Lido e cresciuto calcisticamente nell’Ostia Mare a 13 anni è entrato a far parte delle squadre giovanili della Roma e poi della Primavera e da quel momento in poi ha iniziato la carriera che lo avrebbe portato in serie A nel ruolo di attaccante dell’undici giallorosso, ma anche nel Lanerossi Vicenza dove ha giocato al fianco del compianto capitano romanista Agostino di Bartolomei e poi di Paolo Rossi.

Il “Pablito” nazionale di cui Stefano ha un ricordo nitido dal punto di vista umano: “era nato per giocare a pallone, non glielo avrebbe potuto insegnare nessuno, aveva una dote innata come quella di Diego Armando Maradona -ricorda D’Aversa- e come se Gesù Cristo gli avesse messo una mano in testa dicendogli: tu nella vita giocherai a calcio. Di 22 che eravamo in campo arrivava sempre lui per primo a mettere la palla in rete. Quelle non sono cose che si possono imparare ma, al pari di Di Bartolomei, Paolo Rossi aveva un grande carisma e il sorriso sempre dipinto sul volto. Se eri in ritiro, imbronciato perché il mister non ti avrebbe mandato in campo per la partita lui si avvicinava, ti ammaliava con il suo sorriso e poi ti diceva non fa niente vedrai che la prossima volta giocherai”.

Nella valigia dei ricordi di Stefano D’Aversa non solo Paolo Rossi e Agostino Di Bartolomei

Ma nella valigia dei ricordi di Stefano D’Aversa ci sono anche i fratelli Scisciola e in primo luogo Marco scomparso nel 2020 a causa, si ritiene, delle complicazioni del Coronavirus per difendersi dal quale si era in ogni caso vaccinato tre volte. “Scisciola -ricorda l’ex attaccante giallorosso- era più giovane di me e mi seguì a L’Aquila dove Luciano Moggi lo aveva spedito per farsi le ossa, come si diceva un tempo. Poi ha proseguito la sua carriera diventando uno degli allenatori del settore giovanile della Roma sotto la guida di Bruno Conti”. E insieme a Conti che per Marco Scisciola aveva un’ammirazione sconfinata, D’Aversa e Del Ciello (una carriera da portiere alle spalle con il numero 12 della panchina romanista quando a dettar legge tra i pali c’era Paolo Conti), hanno lanciato l’idea di dare continuità al Memorial riservato, quest’anno, alla categoria dei giovanissimi classe 2010 e la cui prima edizione fu organizzata da Carlo Scisciola in onore del fratello e scomparso dopo di lui in seguito a una lunga malattia.

Marco Scisciola in un’immagine che lo ritrae quando faceva l’allenatore nel settore delle squadre giovanili dell’A.S. Roma

La macchina organizzativa messa in piedi dal duo giallorosso ha dato concreto riscontro agli obiettivi perseguiti dall’Aranova Calcio, presieduta da Andrea Schiavi a fianco del quale opera il giovane direttore generale Luca Valerio, vale a dire far diventare il torneo un punto di riferimento nel panorama calcistico del Paese. Arriveranno squadre da tutta Italia, ma ci saranno anche i ragazzini di Trigoria, quelli del Frosinone e della Ternana mentre sono giunte svariate richieste di accredito anche dagli osservatori dei club più blasonati della Serie A come l’Atalanta.

E’ un torneo che vuole ricordare il contributo dato dai fratelli Scisciola al mondo del calcio -conclude Stefano D’Aversa- ma deve essere soprattutto una grande occasione di divertimento e una vetrina privilegiata per tutti i bambini che vi prenderanno parte”.