Sequestro da 5 milioni di euro della Finanza a imprenditore pontino: cosa è successo

Un imprenditore pontino ha subito la confisca di beni per 5 milioni di euro dopo che l'approfondimento dei rilievi delle Fiamme Gialle avevano scoperto sue connessioni con la malavita

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Sequestri in serie in questo scorcio di metà novembre da parte della guardia di finanza che in questo caso è entrata in azione confiscando un patrimonio da diversi milioni di euro a un imprenditore di Latina, dato che come spesso accade la differenza tra il “dichiarato” e le ricchezze possedute era evidente e netta e ha insospettito le fiamme gialle che tuttavia già da tempo erano sulle sue tracce per delle frequentazioni “poco raccomandabili”.

Un imprenditore pontino ha subito la confisca di beni per 5 milioni di euro dopo che l’approfondimento dei rilievi delle Fiamme Gialle avevano scoperto sue connessioni con la malavita

Essendo vicino ad ambienti dunque criminali, ci sono stati degli approfondimenti sulla sua persona ed è risultato che l’uomo in questione, residente nell’hinterland pontino, ha permesso di appurare come possedesse un ingente patrimonio di beni mobili e immobili per oltre 5 milioni di euro, similimente a quanto accaduto ad un altro imprenditore questa volta dell’Infernetto, roma sud, nel X Municipio della Capitale, che aveva subito un’analoga confisca da parte della Guardia di Finanza giusto qualche giorno fa.

L’operazione portata a termine recentemente dal gruppo del comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina e di Roma stanno tuttora portando avanti e approfondendo questi rilievi, dopo che il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione ha emesso al riguardo un provvedimento su richiesta delle Procure della Repubblica di Latina e di Roma, nel quale si ordina il sequestro dei beni dal valore milionario, intorno, appunto, ai 5 milioni di euro e tutti appartenenti a un professionista molto in vista di Latina che viene ritenuto dagli inquirenti dall’elevata pericolosità sociale.

Su di lui le indagini a vario titolo durano da quasi dieci anni, da quando difatti, dal 2014, si ha notizia della sua persone per alcuni reiterati reati attestati dalle indagini delle forze dell’ordine, tra i quali il trasferimento fraudolento di valori, associazione per delinquere finalizzata ad una incessante attività di evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, corruzione, nonché una sequela di reati tributari di ogni genere, da solo o assieme ad altre persone.

Tutti gli indagati fin dai primi anni 2000 rientrano nell’hinterland del capoluogo pontino di Latina e dintorni, in ambito strettamente criminale e che sono tutti noti alle forze dell’ordine per altrettanti reati, con procedimenti ancora in corso.

In questo caso il patrimonio sequestrato è stato confiscato proprio perchè profondamente difforme  e sproporzionato rispetto a quanto dichiarato dall’imprenditore pontino indagato, con immobili di valore tra Latina e la Capitale, quote di società e altro ancora, fino a raggiungere, circa, i 5 milioni di euro, e si sta indagando se ci siano introiti da attività connesse alle proprietà sequestrate, magari riutilizzando il denaro in attività illecite.

Come sempre ricordiamo ai nostri lettori che ogni indagato ad oggi va ritenuto presunto innocente dato che in questo caso ci si trova ancora nella primaria fase delle indagini preliminari con le eventuali prove che stabiliranno le esatte responsabilità durante i vari gradi del procedimento e la presunzione di innocenza cadrà soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

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