Roma, va a lavoro e romena con 4 figli gli occupa casa: polizia locale interviene d’urgenza

,La donna, una romena di 43 anni con 4 figli minori, aveva aspettato che il legittimo assegnatario della casa andasse a lavorare per occupare l'immobile

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Foto di repertorio

Roma: c’è stata una bella “gatta da pelare” nei giorni scorsi per un uomo che, come accade in questi giorni a chi deve restare nella Capitale era andato a lavorare partendo dalla sua abitazione nel quartiere di Villa Gordiani, periferia est della Città Eterna e qualche tempo dopo è stato chiamato in fretta e furia da alcuni vicini che l‘hanno avvisato di come la sua casa,  di proprietà del Comune di Roma e a lui assegnata, fosse stata nel frattempo, in sua assenza, occupata da alcune persone che ne avevano preso possesso.

La donna, una romena di 43 anni con 4 figli minori, aveva aspettato che il legittimo assegnatario della casa andasse a lavorare per occupare l’immobile

Una romena di 43 anni con 4 figli minori, era infatti riuscita ad entrare prendendo possesso dell’appartamento, aspettando il momento giusto, non appena l’uomo era uscito di casa per recarsi sul posto di lavoro.

Avvisato d’urgenza dai vicini che lo hanno chiamato telefonicamente, molto allarmati, il 54enne ha fatto dietro-front avvisando la polizia locale e il datore di lavoro di non poter andare a lavoro perchè di fatto lo avevano sbattuto fuori di casa e doveva intervenire per riprenderne possesso.

Sul posto si è recata una pattuglia del V Gruppo Prenestino della Polizia Locale di Roma Capitale che, dopo ore ed ore di trattativa, hanno convinto la donna romena a portare fuori i bimbi e ad uscire lei stessa, con la promessa di un rapido intervento per aiutarla a trovare casa e anche una serie di denuncie subito fatte a suo carico per occupazione abusiva, danneggiamento aggravato e furto, dato che risulterebbe anche aver rubato alcuni effetti personali poi restituiti al legittimo proprietario, che erano dentro l’appartamento in questione.

Come sempre anche per i denunciati vale la presunzione di innocenza in attesa di un eventuale processo che emetta una sentenza di condanna irrevocabile, fino all’ultimo grado di giudizio e con le prove che si formeranno nel corso del procedimento.