Apertura

Anzio, riaperto parco di Villa Adele

I cittadini avevano chiesto a gran voce di poter tornare ad usufruire dell'area verde

Da oggi il parco di Villa Adele è stato restituito ai cittadini di Anzio. Dopo mesi di chiusura l’area verde è tornata nuovamente fruibile e resterà aperta dalle 8 della mattina alle 20.30 della sera come stabilito dalla convenzione firmata dal Settore Ambiente e Patrimonio e il Circolo Legambiente “Le Rondini” di Anzio e Nettuno.

Saranno i volontari dell’associazione ad occuparsi del servizio di apertura e chiusura dei cancelli del parco.

I cittadini avevano chiesto a gran voce di poter tornare ad usufruire dell’area verde

“Il circolo – spiegano i rappresentanti attraverso i loro social – è molto orgoglioso di questo traguardo, raggiunto grazie anche al supporto del Comitato Civico di Anzio Centro e della cittadinanza frequentatrice del parco. Ci auguriamo che cittadini e cittadine, oltre a tornare a godere del parco, se ne prendano cura e collaborino nella salvaguardia di questo gioiello preziosissimo della nostra città. Grazie alla Commissione Straordinaria e all’Ufficio Ambiente e Sanità del Comune di Anzio che hanno compreso le esigenze del territorio e si sono resi disponibili a collaborare con l’associazione”.

La riapertura del parco era stata chiesa a gran voce dei cittadini, per poter tornare ad utilizzare l’area verde della località.

L’impossibilità di averlo a disposizione e le condizioni di degrado in cui versava avevano portato tante volte, in passato, i residenti a chiedere un intervento dell’Amministrazione.

La riapertura del parco è stata, quindi, una notizia che in tanti attendevano.

“Un primo intervento urgente e necessario alla libera fruizione, in sicurezza, dell’area verde per turisti e cittadini che frequentano il centro di Anzio – afferma la Commissione Straordinaria che governa la Città – si proseguirà, poi, con ulteriori attività, per riportare il sito allo splendore che merita. Vogliamo ringraziare il personale degli uffici per l’impegno profuso, chiedendo alla cittadinanza di considerare questo bene, come tutti gli altri beni pubblici, alla stregua di un patrimonio da preservare e conservare”.