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Daniele Nannuzzi, da Ostia a Spilimbergo per il Quarzo d’oro al Festival della luce

Cittadino di Ostia da sempre Daniele Nannuzzi vince il festival dei direttori della fotografia

Il corso di Splimbergo è disseminato dalle locandine dei film di cui è stato direttore alla fotografia. Daniele Nannuzzi vince il Premio alla carriera al Festival della luce 2023 che si sta svolgendo in questi giorni nel comune del Friuli Venezia Giulia situato sulla sponda destra del Tagliamento. A Daniele Nannuzzi, 74 anni, cittadino di Ostia da quando ne aveva sei, va il prestigioso Quarzo d’oro, premio di riconoscimento a una carriera prodigiosa vissuta al fianco dei registi più famosi.

Cittadino di Ostia da sempre Daniele Nannuzzi vince il festival dei direttori della fotografia

Daniele Nannuzzi, figlio d’arte, è cresciuto a pane e cinema e ha presto rivelato quel particolare talento che consiste nella scelta delle luci da posizionare sui set cinematografici oltre che di valutare gli effetti cromatici delle singole inquadrature.

L’anima di un film per non dire la sua capacità di emozionare il pubblico non è soltanto nelle idee e nelle intuizioni di regista, sceneggiatori, scenografi o nella bravura degli attori ma anche nella scelta delle fonti luminose che accarezzano una storia porgendola ora con garbo, ora con decisione agli spettatori. I film firmati da Daniele Nannuzzi sono un lungo elenco di successi.

Il corso centrale di Spilimbergo, dove Nannuzzi riceverà il premio alla carriera nel Festival della luce, sabato prossimo 10 agosto 2023, è un’autentica galleria di ricordi. Nei negozi sono esposti i manifesti dei suoi film più famosi. C’è la locandina di ‘El Alamein, la linea di fuocodi Enzo Monteleone, uscito nel 2002 per narrare le vicende dei soldati italiani che sacrificarono la loro vita in Africa nel tentativo di ostacolare l’avanzata dei carri armati britannici agli ordini del generale Montgomery durante la seconda guerra mondiale. Film con cui Nannuzzi ha vinto per la fotografia un David di Donatello, un Globo d’oro e una nomination ai Nastri d’argento.

La lunga collaborazione con Franco Zeffirelli è stata, invece, coronata da un’altra pellicola a cui Nannunzi tiene molto, ‘Il giovane Toscanini’ uscito nel 1989 e dedicato alla vita giovanile del celebre direttore d’orchestra, mentre ‘Cattiva’ per la regia di Carlo Lizzani con Giuliana de Sio è uscito nel 1991.

I film sono tutti come dei figli – dice il direttore della fotografia – non è possibile dire quelli a cui si è più affezionati, ma forse lo sono in modo particolare con ‘Santa Sangre’ del 1989 per la regia di Alejandro Jodorowsky, una pellicola prodotta in Messico che si è trasformata in un trampolino di lancio per la mia successiva carriera all’estero e adesso son qui a Spilimbergo, un bellissimo salottino di epoca medievale per ritirare, nella città dei mosaici il quarzo d’oro di questo festival che si tiene ormai da dieci anni”.  Ecco apparire ‘Interno Giorno’, con l’attrice Fanny Ardant e ‘Manhattan Undying’ uscito nelle sale cinematografiche nel 2016.

Il lungo rapporto tra Nannuzzi e Ostia, sua città di adozione è sfociato anche in alcuni lavori cinematografici

Nella lunga galleria dei lavori di Daniele Nannuzzi, figlio di Armando, classe 1925 scomparso nel 2001 e arrivato a essere uno dei tre più importanti direttori della fotografia della sua epoca, non potevano mancare produzioni dedicate alla sua cittadina di adozione. Su Ostia Lido, infatti, Nannuzzi ha realizzato un documentario intitolato ‘La città interrottaun posto che ha una storia incredibile – dice con tono nostalgico – dove, spesso, si cammina distrattamente dimenticandone le origini. Ostia nacque nel 1911 sulla base di un piano regolatore molto stringente per chi acquistava lotti di terreno e che era stato studiato dai migliori architetti del tempo per diventare una città senza macchine. Una vera e propria città giardino con villini art decò e un’unica strada circolare che le girava attorno e dove bisognava lasciare le proprie automobili. Poi dopo il 1923 Mussolini decise insieme ad architetti del calibro di Libera e Piacentini che dovesse nascere la città razionalista destinata a diventare un’appendice del mare di Roma. Di qui la sovrapposizione di stili diversi che ne fanno una realtà unica purtroppo precipitata nel degrado e a cui ho dedicato un altro lavoro cinematografico di denuncia dello scempio più recente”.

Per Nannuzzi che si è dedicato anche all’attività di ‘light designer’, direttore delle luci e della fotografia nel campo dell’opera lirica, è arrivato il momento di raccogliere tutte le sue memorie in un volume. Nel mese di luglio 2023 uscirà un romanzo autobiografico tratto dal titolo di uno dei suoi film, ‘Interno giorno’. Un racconto in presa diretta, ricco di aneddoti e soprattutto di emozioni. Nessuno spazio ai dettagli tecnici di un mestiere molto complesso e articolato. Dalle sue pagine emerge un solo obiettivo: quello di emozionare il lettore per raccontargli come il cinema entrò nella sua vita.