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Anzio, mercato ittico illegale al porto: sequestrati più di 250 kg di pesce di dubbia provenienza

Anzio, blitz della Guardia Costiera sulla banchina del porto: abusivi scoperti a vendere oltre cinquanta cassette di pesce deteriorato e sotto misura

E’ stato il personale della Guardia Costiera di Anzio a mettere fine oggi ad un mercato ittico illegale scoperto lungo la banchina del Porto di Anzio. Decine di cassette esposte alla vendita contenevano pesci di ogni tipo, tutti privi di tracciabilità e di un pezzatura di gran lunga inferiore al consentito. Un dettaglio che non è sfuggito ai militari entrati in azione.

Anzio, blitz della Guardia Costiera sulla banchina del porto: abusivi scoperti a vendere oltre cinquanta cassette di pesce deteriorato e sotto misura

Oltre 250 chili di prodotto ittico è stato sequestrato oggi dalla Guardia Costiera di Anzio in servizio di perlustrazione della costa, impedendo così che una cinquantina di cassette di pesce di ogni genere, privo di qualsiasi documento di tracciabilità, potesse entrare nelle cucine della ristorazione locale e romana, tramite una vendita diretta al pubblico e improvvisata in un angolo della banchina dello storico Porto di Anzio.

E’ bastato un passaggio dei militari lungo la banchina, a far scattare l’esigenza di effettuare un controllo più approfondito su tutta quella merce, sulla quale tra le varie, è risultato subito evidente che per la gran parte, era sotto misura, per cui vietata alla commercializzazione ai fini del consumo umano.

Il reato di detenzione di pesce sotto taglia, è un illecito penale sanzionato secondo la legge così come la pesca sotto misura se il pescato non viene immediatamente rigettata in mare. In mancanza di rigetto immediato, si rischia l’arresto da 2 mesi a 2 anni o fino a 12mila euro.

“Anche se tradizionalmente – spiega la nota della Guardia Costiera -, la vendita al dettaglio del pesce si svolge, lungo la banchina del porto di Anzio, al rientro della flotta peschereccia ed è svolta dai pescatori professionali locali che, con osservanza alla normativa nazionale e comunitaria, vendono regolarmente al dettaglio il cosiddetto “mazzame”, quel pescato era visibilmente deteriorato, ciò nonostante proposto ai consumatori avventori da alcuni venditori ambulanti abusivi”.

Il prodotto ittico è stato quindi sottoposto a sequestro, e successivamente distrutto da parte del personale militare della Guardia Costiera di Anzio, che ha provveduto ad elevare agli abusivi delle pesanti sanzioni amministrative.

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