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Case Ater occupate, eseguiti i primi sgomberi

Gli sgomberi avviati da San Basilio: liberati 4 appartamenti. All'interno trovati 7 occupanti

Partono da San Basilio gli sgomberi delle case occupate. Gli agenti della Polizia di Stato, in collaborazione della Polizia Locale di Roma Capitale,  nella mattinata di oggi, venerdì 10 febbraio, hanno   proceduto a liberare di 4 alloggi popolari di proprietà dell’Ater in via Filottrano nel quartiere San Basilio.

Gli sgomberi avviati da San Basilio: liberati 4 appartamenti. All’interno trovati 7 occupanti

Negli appartamenti interessati sono state rintracciate 7 persone, tutte denunciate per occupazione abusiva.

Sul posto è intervenuta la sala operativa sociale del Comune di Roma per l’eventuale assistenza ai nuclei familiari interessati.

Al termine delle operazioni gli appartamenti sono stati riconsegnati all’Ater.

Gli sgomberi sono stati eseguiti così come deciso in sede dal Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e ribadito in sede di Tavolo Tecnico in Questura.

Occupanti assolti

Intanto, a proposito di occupazioni e sgomberi, ieri, il tribunale di Roma ha emesso una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Tre nuclei familiari residenti nel X Municipio (2 a Ostia ponente e 1 a Dragona) che avevano occupato abusivamente alcuni alloggi popolari sono stati assolti da ogni tipo di accusa, applicando la direttiva del sindaco Gualtieri, emanata lo scorso 4 novembre.  (leggi qui

“Tutto nasce tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 – ha spiegato l’avvocato Guido Pascucci, che ha curato il procedimento  quando queste tre famiglie, che avevano occupato abusivamente alcune case ad Ostia Ponente in via Domenico Baffigo – 2 nuclei familiari – e a Dragona – 1 nucleo – erano state denunciate penalmente su impulso di un ignoto che aveva formalizzato un esposto ai  loro danni. A quel punto è stata applicata al loro caso la normativa Lupi, il Decreto Legge 47 del 2014, che era quella al vigente in quel momento ed era estremamente sfavorevole nei loro confronti, in quanto nessuna delle famiglie poteva, anche presentando successiva domanda, sanare nei 5 anni successivi alla denuncia, la propria posizione, venendo accusati dei reati di occupazione e allacci alle utenze fatti abusivamente”.

“Nel corso del tempo – rammenta l’avvocato Pascucci – poi è sopraggiunta una sentenza della Corte Costituzionale arrivata nel 2020 che affermava come tutti i processi di questo tipo andassero rivisitati e andasse concessa una attenuante a chi versava in condizioni gravose e particolari, pur avendo occupato abusivamente un immobile: nella fattispecie citata dalla Corte si specificava che, qualora ci fossero anziani, minori, famiglie non abbienti o con particolari condizioni di salute, andasse concesso loro di regolarizzare la loro posizione”.

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