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Il trapper Baby Gang condannato per rapina

Per il trapper la condanna a 4 anni e 10 mesi di carcere con l'accusa di rapina

Nuovi guai con la giustizia, e stavolta da maggiorenne, per il trapper Baby Gang, all’anagrafe Zaccaria Mouhib. Un giudice di Milano ha pronunciato una sentenza a 4 anni e 10 mesi di reclusione per il giovane trapper sotto accusa per rapina a mano armata.

Per il trapper la condanna a 4 anni e 10 mesi di carcere con l’accusa di rapina

I fatti, secondo la ricostruzione degli investigatori, risalirebbero al luglio 2021 in provincia di Milano. Avrebbe sottratto a un giovane a bordo della macchina di lui 130 euro e un paio di auricolari.

Un’assoluzione è arrivata invece per l’accusa di un’altra rapina, avvenuta alle Colonne di San Lorenzo, del maggio di due anni fa. In questo caso Baby Gang era accusato di rapina insieme al collega trapper Neima Ezza, al secolo Amine Ez Zaaraoui e Samy Dhahri, 19 anni conosciuto come Samy Free, difesi rispettivamente dai legali Gaia Scovazzi e Robert Ranieli, che hanno scelto il rito ordinario e sono stati mandati a processo.

Nell’inchiesta, condotta da polizia e carabinieri e coordinata dal pm milanese Leonardo Lesti, sono stati contestati, a vario titolo, quattro episodi di rapina: tre casi avvenuti in una zona centrale della movida milanese, tra le Colonne di San Lorenzo e piazza Vetra nel maggio 2021, e l’ultimo a Vignate, nel Milanese, nel luglio 2021.

Baby Gang era già finito al centro di fatti di cronaca negli ultimi anni ed è in carcere da ottobre per una sparatoria. Oggi, 26 gennaio, però, è arrivata la condanna.

Condanna, va specificato, non è per ora definitiva: il giovane trapper ha ancora due gradi di giudizio a cui appellarsi a sua difesa.

I video in carcere

Per la rapina del gennaio 2022 avvenuta alle Colonne San Lorenzo il trapper era stato arrestato e messo in carcere. Da San Vittore Baby Gang era uscito poi una ventina di giorni dopo su ordine del tribunale del Riesame che nelle accuse aveva ravvisato “profili di lacunosità e debolezza”, confermate dall’assoluzione per quel caso di oggi almeno per quel caso.

Durante il periodo in carcere il ventenne, con un cellulare introdotto in carcere, aveva registrato dei filmati utilizzati per il videoclip di una canzone. L’annuncio dello stesso su Instragram: “Prossimo singolo rimarrà nella storia del rap, visto che sono il primo artista “detenuto” ad aver girato un video in un carcere”.

Una bravata che gli è costata una denuncia per “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”.

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