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Truffe alle assicurazioni, 4 arresti e 4 medici sospesi dal servizio

Certificati falsi, i medici sospesi dall'autorità giudiziaria per un periodo da sei mesi a un anno

Certificati falsi per mettere a punto truffe alle assicurazioni: 4 medici di pronto soccorso romani sospesi dal servizio. Facevano da spalla a un ex perito e tre suoi collaboratori specializzati nell’inscenare in strada incidenti per lo più tra auto e moto con carrozzerie già ammaccate. Coinvolti anche degli avvocati.

Certificati falsi, i medici sospesi dall’autorità giudiziaria per un periodo da sei mesi a un anno

A smascherare il giro dai guadagni facili di circa due milioni di euro ai danni delle assicurazioni i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Centro che oggi hanno dato esecuzione a otto misure cautelari.

Quattro gli arrestati ai domiciliari, un ex perito e tre suoi collaboratori, e altrettanti i medici di pronto soccorso che hanno ricevuto la misura della sospensione dal servizio per periodi dai 6 mesi a un anno.

Il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica firmata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Cascini, contesta i reati di associazione per delinquere, frodi ai danni di assicurazioni e corruzione.

L’indagine, portata avanti anche attraverso intercettazioni telefoniche, ha consentito di raccogliere gravi indizi a carico medici di Pronto Soccorso in servizio presso alcuni dei principali ospedali della Capitale, che sarebbero stati disposti a certificare falsamente gravi lesioni di persone rimaste coinvolte in incidenti fantasma con la complicità di alcuni avvocati, sulla cui posizione si sta ancora indagando.

Per ogni incidente taroccato, per lo più tra auto e moto, gli indagati riuscivano a ottenere dalle assicurazioni cifre dai 10.000 ai 20.000 euro.

I vari membri del sodalizio, inclusi medici e “attori” ossia i falsi incidentati, venivano remunerati, anche in base a un tariffario con compensi variabili dai 300 ai 500 euro per sinistro.

Cinquanta incidenti inscenati

L’indagine ha consentito di raccogliere elementi indiziari circa la falsità di oltre 50 incidenti stradali, ai quali avrebbero preso parte, anche occasionalmente, più di 250 persone.

Ai medici il compito di redigere le false certificazioni di ferite e fratture per far lievitare i risarcimenti da parte delle assicurazioni.

I falsi incidenti, però, venivano inscenati per davvero anche per posizione i gps nel luogo e nell’orario giusto in caso di riscontro. Sul posto, però, non venivano mai chiamate ambulanze e forze di polizia. Il raggiro prevedeva accordi consensuali tra gli interessati.

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