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Guerriglia ultras sull’A1, i due tifosi romanisti tornano liberi (VIDEO)

I due ultras romanisti subito liberati: il giudice non convalida l'arresto in differita

Arrestati e scarcerati: sono tornati liberi Emiliano B. e Filippo L., i due ultras della Roma ammanettati ieri, 9 gennaio, nell’ambito delle indagini relative agli scontri avvenuti domenica sulla A1 all’altezza dell’autogrill di Badia Al Pino dove ultras romanisti e napoletani  hanno scatenato una guerriglia.

I due ultras romanisti subito liberati: il giudice non convalida l’arresto in differita

Filippo L., 25 anni, e Emiliano B., 40 anni, erano accusati di rissa aggravata. In particolare il 25enne, secondo il capo di accusa, “brandendo un’asta in prossimità del guardrail” avrebbe colpito “ripetutamente un tifoso napoletano e veniva poi inviato ad allontanarsi dai suoi sodali che lo lo chiamavano per nome“.

Emiliano B., identificato grazie a un controllo incrociato con la banca dati fotografica della polizia scientifica, invece, al momento del fermo era stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con una lama di 20 centimetri.

Per il penalista che li ha assistiti, l’avvocato Marco Bottaro, i due tifosi sarebbero stati piuttosto vittime di un attacco che li ha costretti a difendersi. Il legale ha quindi contestato l’arresto in flagranza differita perché “manca il requisito di urgenza”.

Nei loro dei due tifosi giallorossi la procura chiesto la custodia cautelare in carcere per la gravità del fatto e il rischio di reiterazione del reato.

Il giudice però non ha accolto la ricostruzione dell’accusa e non ha convalidato l’arresto, non riconoscendo l’urgenza e la necessità per l’arresto in flagranza differita. Al termine dell’udienza gli atti sono stati inviati ad Arezzo per competenza.

La violazione dell’ultras

Filippo L., considerato vicino al gruppo dei Fedayn,  già nel 2018 era stato rimasto coinvolto negli scontri a Liverpool prima della semifinale di Champions League Roma Liverpool. Inizialmente accusato per l’aggressione al tifoso inglese Sean Cox, rimasto gravemente ferito venne assolto, ma fu comunque condannato per “violent disorder” per aver partecipato agli scontri coi tifosi inglesi di fronte allo stadio Anfield.

L’ultras rispondeva anche della violazione dell’obbligo di presentarsi alla polizia in occasione delle partite della Roma. Una misura che gli è stata inflitta proprio a seguito dei disordini a Liverpool e che ha validità a tutto il 2025 in conseguenza della condanna definitiva a tre anni inflittagli in Inghilterra per la partecipazione ai disordini in cui a Liverpool finì in coma un tifoso dei Reds. Il richiamo della trasferta a Milano lo aveva spinto a ignorarla.

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