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Il Vaticano riapre il caso Emanuela Orlandi. Il fratello: “Spero di essere ascoltato” (VIDEO)

Si riaccende una speranza per il caso di Emanuela Orlandi con la notizia delle nuove indagini delle Giustizia Vaticana. L'avvocato: "Scrissi a Papa Francesco che può aver dato l'imput"

Avviate nuove indagini sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi avvenuta a Roma nel giugno del 1983. Numerose le istanze senza risposta presentate dal fratello della scomparsa e dall’Avvocato dei familiari. Nel 2021 venne inviata anche una lettera a Papa Francesco, che non fa escludere proprio un intervento di Sua Santità sull’apertura di un altro procedimento per fare luce sulla dolorosa vicenda della 15enne.

Le nuove indagini avviate dalla giustizia Vaticana analizzeranno i documenti relativi alle vecchie indagini il cui procedimento venne archiviato, così come per il caso della scomparsa di Mirella Gregori, nel mese di ottobre del 2015. 

Si riaccende una speranza per il caso di Emanuela Orlandi con la notizia delle nuove indagini delle Giustizia Vaticana. L’avvocato: “Scrissi a Papa Francesco che può aver dato l’imput”

Ad ottobre 2015 su richiesta del procuratore capo Giuseppe Pignatone, ora presidente del Tribunale Vaticano, e dei sostituti Ilaria Calò e Simona Maisto i casi delle due ragazze Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, entrambe scomparse a Roma nel 1983 ad un mese di distanza l’una dall’altra, furono archiviati.

A distanza di otto anni la magistratura Vaticana ha deciso per avviare delle nuove indagini che ripartiranno dall’analisi dei vecchi atti e documenti e forse con nuovi elementi. A supporlo l’avvocato della famiglia Laura Sgro che ha accolto con gioia ma anche con stupore la notizia, ignorando su cosa stiano indagando il promotore della giustizia Vaticana Alessandro Diddi insieme alla Gendarmeria.

La legale aveva presentato l’ultima denuncia nel 2019 senza alcun riscontro, e più di recente nel 2021 aveva perfino scritto a Papa Francesco che rispose a gennaio 2022, con l’invito a rivolgersi all’ufficio del promotore per presentare tutte le ultime informazioni che potevano essere utili ad avviare una nuova indagine.

Dopo un anno la notizia della riapertura delle indagini ha portato familiari e avvocato degli Orlandi a pensare che proprio l’imput di Papa Francesco possa essere stato determinante. Non ne esclude la possibilità il fratello di Emanuela Orlandi impegnato per tanti anni nel lavoro mediatico affinché il caso di sua sorella come quella di Mirella Gregori non venissero dimenticati.

Articoli di giornale e speciali approfondimenti tv di cui Pietro Orlandi si è personalmente occupato, hanno portato in tutte le case il dolore della  due famiglie per un mistero che dura da 39 anni. Ora che quel fiume di pagine tra atti e documenti si riapre, il suo auspicio  è che finalmente abbia luogo una collaborazione tra Stato italiano e Vaticano da sempre mancata su questi casi di cronaca irrisolta: “La decisione forse presa dopo la recente proposta di aprire un’inchiesta parlamentare” – ha concluso Pietro Orlandi.

nella foto Pietro Orland – Instagram

In una sua foto del 2018, (in copertina), con la foto di Emanuela sul petto e una candela accesa in mano, Pietro scrisse “La luce della verità non potrà mai essere spenta” e oggi anche se fosse flebile, quella speranza si è riaccesa.

La riapertura delle indagini dunque potrebbe derivare dall’impulso di Papa Francesco, ma non va trascurato l’aspetto che l’attuale presidente del Tribunale del Vaticano è Giuseppe Pignatone, già procuratore generale della Procura di Roma, che com’è noto tra i tanti procedimenti, si è occupato del Mondo di Mezzo e dei suoi collegamenti con ciò che resta della Banda della Magliana.

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Intervista video di Mara Azzarelli