Vigilanza privata degli uffici pubblici, il Savip: “La Regione Lazio chiarisca”

Molti punti del bando indetto dalla Regione per la fornitura dei servizi di vigilanza nelle sedi istituzionali lasciano perplesso il Sindacato Autonomo di Vigilanza privata

La Regione Lazio fa piombare il Savip – Sindacato Autonomo Vigilanza Privata – nel panico, con un misterioso e nebuloso bando per l’assegnazione della vigilanza privata degli uffici pubblici, pubblicato ufficialmente nei giorni scorsi.

Molti punti del bando indetto dalla Regione per la fornitura dei servizi di vigilanza nelle sedi istituzionali lasciano perplesso il Sindacato Autonomo di Vigilanza privata

A questo proposito, il Segretario Nazionale Savip Vincenzo Vicario evidenzia tutto il suo stupore per una procedura lanciata con tempi e modi davvero nebulosi:La Regione Lazio conferma ancora una volta di non aver chiaro non solo come si controlla l’esecuzione di un contratto di sicurezza privata ma, ancor prima, come se ne bandisce la gara. E questo è foriero di rischi e disagi non solo per gli imprenditori ma soprattutto per i lavoratori. Il recente appalto per 88,5 milioni di euro, le cui offerte saranno note l’8 febbraio 2023, pochi giorni prima delle prossime elezioni, ne è un chiaro esempio”.

Lo scorso 21 dicembre infatti è stato ufficialmente indetto il bando milionario in questione,  per la fornitura di servizi di guardiania nelle sedi istituzionali, ma ecco spuntare il dettaglio misterioso del trasporto valori, uno tra i tanti inghippi che destano scalpore e nervosismo nella categoria dei vigilantes lavoratori.

Il bando, arrivato giusto a ridosso della fine dell’anno, presenta grosse anomalie che andranno chiarite dalla Regione stessa: quali sono le sedi e gli immobili che verranno sorvegliati e quanti, tra donne e uomini, saranno utilizzati, quali dovranno essere le loro qualifiche e soprattutto i loro orari di lavoro? I loro salari? Nulla di tutte queste informazioni basilari sono speficate nel bando stesso.

Anche perchè la Giunta dimissionaria della Regione dovrebbe dedicarsi, a questo punto del suo mandato, ad una gestione ordinaria e invece lancia un bando cruciale come quello che interessa i vigilantes a Roma, Viterbo, Frosinone, Latina e Rieti e anche la scadenza stessa del bando lascia perplessi, 7 febbraio, con seduta di assegnazione il giorno successivo, 8 febbraio.

Il tutto a un tiro di schioppo dalle elezioni che doteranno il Lazio di un nuovo Consiglio Regionale e di un nuovo esecutivo.

Le richieste fatte dalla Regione all’eventuale appaltatore sono anch’esse generiche, si parla di trasporto valori (ma verso dove? quali uffici? quale banca?). Questo particolare limita la partecipazione ai pochi soggetti che sono abilitati.

Anche per quanto riguarda le telecamere di sicurezza a circuito chiuso ed i sistemi anti intrusione, non si indicato nè quanti devono essere nè quanti sono attualmente installati.

Tutta questa indeterminatezza crea il caos totale, anche perchè allo stato attuale le aziende e gli imprenditori che intendono partecipare non possono fare un calcolo di questi impianti esistenti, nè fare un sopralluogo nelle sedi.

E poi, il tema del capitale umano: non c’è traccia neanche di quante risorse andranno utilizzate, si parla solo di un generico monte ore di lavoro.

Se si cerca chiarezza sul sito della Regione Lazio è impresa ardua, anche andando a vedere il sito nell’area “domande e risposte”: se una azienda chiede il numero dei vigilantes previsti dal servizio, non c’è risposta certa.

Dunque, allo stato attuale, è possibile che la futura Giunta regionale abbia tutte le carte in regola, dopo le elezioni del 12 e 13 febbraio, di ritirare il  bando adducendo a motivazioni di autotutela.

I paletti normativi virtuali sono presenti e sono tanti, impedendo agli istituti di vigilanza di poter partecipare in modo consapevole: nessuno ad oggi può stimare il costo di un servizio senza sapere quanto personale e quanti e quali mezzi dovrà mettere in campo.

Se non ci saranno chiarimenti, pertanto, chiunque vincerà, sarà probabilmente soggetto ad una pioggia di ricorsi amministrativi pressochè scontata.

Andiamo a vedere, nel dettaglio, alcuni dati tecnici contenuti nel bando

Durata della convenzione: 24 mesi oltre eventuale rinnovo per ulteriori 12 mesi, così ripartiti, nel dettaglio: Lotto 1: € 23.575.000,00 € – CIG: 95268426B8, Lotto 2: 18.515.000,00 € – CIG: 9526853FC9, Lotto 3: 13.685.000,00 € – CIG: 9526988F31, Lotto 4: 12.765.000,00 € – CIG: 95269965CE, Lotto 5: 10.810.000,00 € – CIG: 9526999847, Lotto 6: € 6.270.000,00 – CIG: 9527003B93, Lotto 7: € 2.970.000,00 – CIG: 952700908A.

Modalità di apertura delle offerte: Data: 08/02/2023 alle ore 10:00; Luogo: Seduta pubblica virtuale sul Sistema Telematico per gli Acquistidella Regione Lazio (Stella); gli operatori economici potranno assistervi in maniera virtualesecondo le modalità previste dalla medesima piattaforma.

Per analizzare il bando nel dettaglio è possibile collegarsi all’apposita pagina web sul sito della regione Lazio (leggi qui).

Per partecipare alla suddetta gara, la Regione si avvale del Sistema Telematico per gli Acquisti della Regione Lazio (STELLA), disponibile al seguente indirizzo: (leggi qui).

Inoltre gli operatori interessati dovranno dotarsi di: firma digitale di cui all’art. 1, comma 1, lett. s), D.Lgs. n. 82/2005 e di una casella PEC abilitata alla ricezione anche di e-mail non certificate; dotazione hardware e software minima come da disciplinare di gara; uno tra i seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale); CIE (Carta di Identità Elettronica), TS-CNS (Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi); 3) richieste di chiarimenti tramite messaggistica.

Le imprese dovranno quindi partecipare effettuando “ribassi al buio”, senza poter dimensionare adeguatamente i costi. Le prestazioni da rendere, infatti, restano del tutto oscure, soprattutto per quanto riguarda il lavoro delle Guardie Giurate.

“Da tutto questo dunque scaturirà come conseguenzaspiega Del Vicarioche, nella mancanza di controlli, come è avvenuto in passato, i lavoratori che, in ragione del cambio di appalti, transiteranno da un’azienda all’altra, saranno privati di livelli, scatti d’anzianità e altri benefici. Un vero Far West si profila, nel quale sarà assai difficile, se non impossibile, far rispettare le regole. E allora una domanda sorge spontanea: forse appalti e capitolati di servizi e beni così sgangherati, alla fine, sono funzionali all’interesse di qualcuno?”.

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